Sabato 25 Aprile 2009 ore 15.00 Palestra Monticelli Ascoli Piceno
AVIS ASCOLI PICENO-FUTSAL FANO=3-3 (1-2)
Avis (Bianco): 2-Orsini; 3-Simonelli; 4-Guerrieri; 5-Pizarro; 6-Mietto; 7-Massaccesi; 8-Mondazzi; 12-Gonzalo (p); 13-Bordon; 14-D'alessandro
Futsal (Nerogrigio): 1-Anselmi (p); 2-Bevilacqua; 3-Fratesi; 4-Racchi; 5-Mariani; 6-Spendolini; 7-Biagiotti; 8-Rosati; 9-Mattioli; 10-Ferri Michele; 11-Boiani; 12-Ceccomarini (p)
Marcatori: 5'36" D'alessandro; 14'19" Boiani; 22'45" Ferri Michele; 44'11" Mondazzi; 57'37" Massaccesi; 59'29" Boiani
Angoli: 10-4 (2-1)
Falli:6-3 (1-1)
Ammoniti:Mondazzi
Ascoli Piceno: Alla palestra Monticelli si festeggia la promozione in B dell'Avis e la Futsal cerca i tre punti salvezza. Partita a senso unico con la squadra di casa che vuole festeggiare nel migliore dei modi e va all'assalto di una Futsal frastornata che solo nel primo tempo riesce a creare qualcosa. La squadra di mister Ferri riesce comunque a sfruttare le poche occasioni create è va negli spogliatoi in vantaggio, nella ripresa è un assedio e solo un quasi perfetto Anselmi riesce a difendere il risultato ma alla lunga deve inchinarsi agli avanti dell'Avis e la Futsal deve vivere i due minuti più lunghi della sua storia dalla salvezza immediata si ritrova a dover evitare la retrocessione diretta ma quando sembra tutto perduto l'invenzione del bomber che riporta le aquile almeno ad un passo dall'agognato obiettivo.
Si parte subito forte con Mondazzi che colpisce un doppio palo e al 6' su una rapida ripartenza D'alessandro fulmina Anselmi. L'Avis è padrona del campo e la Futsal non riesce ad arrivare dalle parti di Gonzalo, Bordon mette due volte paura ad Anselmi prima che le aquile provino qualche sortita.
Cinque minuti in cui le aquile sembrano entrare in partita Gonzalo è strepitoso su Bevilacqua ed è determinante su Biagiotti, Spendolini e Ferri Michele, però si deve arrendere al 15' a Boiani il quale dopo aver controllato un lancio di Biagiotti triangola con Ferri Michele e deposita in rete.
La partita rallenta un po' l'Avis ruota palla ed è insidiosa dalle parti di Anselmi ma non riesce mai a tirare in modo pulito e al 23' va sotto.
Anselmi rilancia per Boiani che controlla per Fratesi il quale allarga a Ferri Michele, dribbling secco e tiro una leggera deviazione inganna Gonzalo e palla che finisce in rete.
Subito l'Avis prova a reagire con Mondazzi che è sempre insidioso ma si va negli spogliatoi sul 2 a 1 per gli ospiti.
Nella ripresa i padroni di casa pressano a tutto campo e la Futsal in 30' non riesce quasi mai a superare la metà campo ma Anselmi è strepitoso; Orsini e Mondazzi guidano la carica picena ma il tabellino si arricchisce solo di calci d'angolo fino al 45' quando Mondazzi trova lo spiraglio giusto per superare un incolpevole Anselmi.
Mister Ferri prova a cambiare, Boiani prova a caricare la squadra ma la situazione non cambia e una marea bianca si abbatte sulle aquile e solo un Anselmi in giornata di grazia evita il disastro poi Massaccesi al 58' dopo una prima ribattuta supera il portiere fanese e sembra dare la vittoria ai padroni di casa.
Iniziano due minuti che sembrano cortissimi per gli ospiti una sconfitta metterebbe in crisi la compagine grigionera ma bomber Boiani non si arrende, mister Ferri prova la carta dei due pivot e al 60' Mattioli serve l'esperto compagno di squadra il quale si vede sbarrare la porta ma con un colpo dei suoi trova l'angolo giusto per superare Gonzalo e dare ai suoi un'ennesima possibilità.
LE PAGELLE
Anselmi 8,5--------------In giornata di grazia nella partita più importante
Bevilacqua 6,5-----------Si spegne nella ripresa
Fratesi 6-----------------E' costretto a difendere
Racchi n.e.
Mariani 6----------------Prova a chiudere la gabbia
Spendolini 6,5-----------Da capitano prova a guidare la squadra
Biagiotti 6,5-------------Lotta
Rosati 6-----------------Entra e fa il suo dovere
Mattioli 6,5-------------Non rende come potrebbe
Ferri Michele 7,5--------Prova a inventare
Boiani 8,5---------------Implacabile e generoso
Ceccomarini n.e.
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SENZA TITOLO
Il debole è colui che crede di essere debole
Se hai paura di quello che fai non lo fare
Se non credi in quello che fa non lo fare
Convinciti di essere forte
Credi in quello che fai
Dai il meglio di te e sarai forte
Seppure sembra difficile provaci e sarai forte
Sono gli altri a dover dimostrare di esserlo più di te Read More!
Se hai paura di quello che fai non lo fare
Se non credi in quello che fa non lo fare
Convinciti di essere forte
Credi in quello che fai
Dai il meglio di te e sarai forte
Seppure sembra difficile provaci e sarai forte
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ANTEPRIMA 30° GIORNATA
L'attenzione è puntata sulla coda della classifica dove la Futsal Fano si gioca il tutto per tutto ad Ascoli al cospetto della squadra campione.
PARTITE COINVOLTE
Corinaldo-Numana; A.Ascoli-F.Fano; Castelbellino-S.Severino; A.S.G. Jesi-H.R. Recanati;
COMBINAZIONI
1-1-1-1 Corinaldo 36; Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e S.Severino allo spareggio per i play out; Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-1-x Corinaldo 36; Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e S.Severino allo spareggio per i play out; Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-1-2 Corinaldo 36; Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e S.Severino allo spareggio per i play out; Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-x-1 Corinaldo 36; S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-x-x Corinaldo 36; S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severio ai play out; Corinaldo salvo
1-1-x-2 Corinaldo 36; S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-2-1 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 34; Castelbellino 32; H.R.Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-1-2-x S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 34; Castelbellino 32; H:R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-1-2-2 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-x-1-1 Corinaldo 36; F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; F.Fano e Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-x-1 Corinaldo 36; F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e F.Fano ai play out; Corinaldo salvo
1-x-2-1 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 35; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-x-1-x Corinaldo 36; F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e F.Fano ai play out; Corinaldo salvo
1-x-1-2 Corinaldo 36; F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; F.Fano e Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-x-x Corinaldo 36; F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.Recanati e Castebellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-x-2 Corinaldo 36; F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-2-x S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 35; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo F.Fano ai play out; S.Severino salvo
1-x-2-2 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 35; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; Corinaldo e F.Fano ai play out; S.Severino salvo
1-2-1-1 F.Fano 37; Corinaldo 36; Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-x-1 F.Fano 37; Corinaldo 36; S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo e S.Severino ai play out; F.Fano salvo
1-2-2-1 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 36; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
1-2-1-x F.Fano 37; Corinaldo 36; Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-1-2 F.Fano 37; Corinaldo 36; Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-x-x F.Fano 37; Corinaldo 36; S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo e S.Severino ai play out; F.Fano salvo
1-2-x-2 F.Fano 37; Corinaldo 36; S.Severino 35; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-2-x F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 36; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
1-2-2-2 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 36; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-1-1-1 Castelbellino 35; Corinaldo, F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R.Recanati e S.Severio retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; Castelbellino salvo
2-1-1-1 Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Castelbellino salvo
x-1-1-x Castelbellino 35; Corinaldo, F.Fano e S.Severino 34 H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Corinaldo e F.Fano ai play out; Castelbellino salvo
2-1-1-x Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Castelbellino salvo
x-1-1-2 Castelbellino 35; Corinaldo, F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out, Castelbellino salvo
2-1-1-2 Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out, Castelbellino salvo
x-1-x-1 S.Severino 35; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-x-1 S.Severino 35; F.Fano 34; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recaati 30
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-1-x-x S.Severino 35; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-x-x S.Severino 35; F.Fano 34; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanai 31
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-1-x-2 S.Severino 35; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-x-2 S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino, Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-1-2-1 S.Severino 37; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-2-1 S.Severino 37; F.Fano 34; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-1-2-x S.Severino 37; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-2-x S.Severino 37; F.Fano 34; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-1-2-2 S.Severino 37; F.Fano e Corinaldo 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-2-2 S.Severino 37; F.Fano 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino retrocesso; H.R. Recanati e Corinaldo spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-x-1-1 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
2-x-1-1 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino ai play out; F.Fano e Castelbelino spareggio salvezza
x-x-x-1 F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-x-x-1 F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; Castelbellino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-x-2-1 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocesso; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-x-2-1 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-x-1-x F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
2-x-1-x F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino ai play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
x-x-1-2 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
2-x-1-2 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino ai play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
x-x-x-x F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-x-x-x F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-x-x-2 F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-x-x-2 F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino, Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R.Recanati retrocesso; Castelbellino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano S.Severino spareggio salvezza
x-x-2-x S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-x-2-x S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocesso; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-x-2-2 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e Corialdo ai play out; S.Severino salvo
2-x-2-2 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo e H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino retrocesso; Corinaldo e H.R. Recanati spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-2-1-1 F.Fano 37; Castelbellino 35; Corinaldo e S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; Corinalo e S.Sverino spareggio play out; Castelbellino ai play off; F.Fano salvo
2-2-1-1 F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; Castelbellino e SSeverino ai play out; F.Fano salvo
x-2-x-1 F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
2-2-x-1 F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R.Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-2-1 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-2-2-1 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 33, Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-2-1-x F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; Castelbellino ai play out; F.Fano salvo
2-2-1-x F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino e Castelbellino ai ply out; F.Fano salvo
x-2-1-2 F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; Caselbellino ai play out; F.Fano salvo
2-2-1-2 F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; Castelbellino e S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-x-x F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
2-2-x-x F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; Corinado e Castelbellino spareggio play out; S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-x-2 F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
2-2-x-2 F.Fano 37; S.Severino 35; Castelbellino, Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; Castelbellino e Corinaldo spareggio play out; S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-2-x F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-2-2-x F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 33, Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-2-2-2 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-2-2-2 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo e H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino retrocesso Corinaldo e H.R. Recanati spareggo play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza Read More!
PARTITE COINVOLTE
Corinaldo-Numana; A.Ascoli-F.Fano; Castelbellino-S.Severino; A.S.G. Jesi-H.R. Recanati;
COMBINAZIONI
1-1-1-1 Corinaldo 36; Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e S.Severino allo spareggio per i play out; Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-1-x Corinaldo 36; Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e S.Severino allo spareggio per i play out; Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-1-2 Corinaldo 36; Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e S.Severino allo spareggio per i play out; Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-x-1 Corinaldo 36; S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-x-x Corinaldo 36; S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severio ai play out; Corinaldo salvo
1-1-x-2 Corinaldo 36; S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-1-2-1 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 34; Castelbellino 32; H.R.Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-1-2-x S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 34; Castelbellino 32; H:R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-1-2-2 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-x-1-1 Corinaldo 36; F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; F.Fano e Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-x-1 Corinaldo 36; F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e F.Fano ai play out; Corinaldo salvo
1-x-2-1 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 35; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
1-x-1-x Corinaldo 36; F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e F.Fano ai play out; Corinaldo salvo
1-x-1-2 Corinaldo 36; F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; F.Fano e Castelbellino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-x-x Corinaldo 36; F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.Recanati e Castebellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-x-2 Corinaldo 36; F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Corinaldo salvo
1-x-2-x S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 35; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo F.Fano ai play out; S.Severino salvo
1-x-2-2 S.Severino 37; Corinaldo 36; F.Fano 35; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; Corinaldo e F.Fano ai play out; S.Severino salvo
1-2-1-1 F.Fano 37; Corinaldo 36; Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-x-1 F.Fano 37; Corinaldo 36; S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo e S.Severino ai play out; F.Fano salvo
1-2-2-1 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 36; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
1-2-1-x F.Fano 37; Corinaldo 36; Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-1-2 F.Fano 37; Corinaldo 36; Castelbellino 35; S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Castelbellino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-x-x F.Fano 37; Corinaldo 36; S.Severino 35; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo e S.Severino ai play out; F.Fano salvo
1-2-x-2 F.Fano 37; Corinaldo 36; S.Severino 35; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
1-2-2-x F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 36; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
1-2-2-2 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 36; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-1-1-1 Castelbellino 35; Corinaldo, F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R.Recanati e S.Severio retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; Castelbellino salvo
2-1-1-1 Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Castelbellino salvo
x-1-1-x Castelbellino 35; Corinaldo, F.Fano e S.Severino 34 H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; Corinaldo e F.Fano ai play out; Castelbellino salvo
2-1-1-x Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out; Castelbellino salvo
x-1-1-2 Castelbellino 35; Corinaldo, F.Fano e S.Severino 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e S.Severino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out, Castelbellino salvo
2-1-1-2 Castelbellino 35; F.Fano e S.Severino 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; F.Fano e S.Severino ai play out, Castelbellino salvo
x-1-x-1 S.Severino 35; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-x-1 S.Severino 35; F.Fano 34; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recaati 30
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-1-x-x S.Severino 35; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-x-x S.Severino 35; F.Fano 34; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanai 31
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-1-x-2 S.Severino 35; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-x-2 S.Severino 35; F.Fano 34; Castelbellino, Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-1-2-1 S.Severino 37; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-2-1 S.Severino 37; F.Fano 34; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-1-2-x S.Severino 37; F.Fano e Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-2-x S.Severino 37; F.Fano 34; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-1-2-2 S.Severino 37; F.Fano e Corinaldo 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-1-2-2 S.Severino 37; F.Fano 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino retrocesso; H.R. Recanati e Corinaldo spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-x-1-1 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
2-x-1-1 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino ai play out; F.Fano e Castelbelino spareggio salvezza
x-x-x-1 F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-x-x-1 F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; Castelbellino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-x-2-1 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocesso; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-x-2-1 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-x-1-x F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
2-x-1-x F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino ai play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
x-x-1-2 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
2-x-1-2 F.Fano e Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino ai play out; F.Fano e Castelbellino spareggio salvezza
x-x-x-x F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-x-x-x F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-x-x-2 F.Fano e S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-x-x-2 F.Fano e S.Severino 35; Castelbellino, Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R.Recanati retrocesso; Castelbellino e Corinaldo spareggio play out; F.Fano S.Severino spareggio salvezza
x-x-2-x S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
2-x-2-x S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 33; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocesso; F.Fano e Corinaldo ai play out; S.Severino salvo
x-x-2-2 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocesso; F.Fano e Corialdo ai play out; S.Severino salvo
2-x-2-2 S.Severino 37; F.Fano 35; Corinaldo e H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino retrocesso; Corinaldo e H.R. Recanati spareggio play out; F.Fano ai play out; S.Severino salvo
x-2-1-1 F.Fano 37; Castelbellino 35; Corinaldo e S.Severino 34; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; Corinalo e S.Sverino spareggio play out; Castelbellino ai play off; F.Fano salvo
2-2-1-1 F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; Castelbellino e SSeverino ai play out; F.Fano salvo
x-2-x-1 F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
2-2-x-1 F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R.Recanati 30
H.R. Recanati retrocesso; Corinaldo e Castelbellino spareggio play out; S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-2-1 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-2-2-1 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 33, Castelbellino 32; H.R. Recanati 30
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-2-1-x F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; Castelbellino ai play out; F.Fano salvo
2-2-1-x F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; S.Severino e Castelbellino ai ply out; F.Fano salvo
x-2-1-2 F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino e Corinaldo 34; H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; S.Severino e Corinaldo spareggio play out; Caselbellino ai play out; F.Fano salvo
2-2-1-2 F.Fano 37; Castelbellino 35; S.Severino 34; Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Corinaldo retrocessi; Castelbellino e S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-x-x F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
2-2-x-x F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo e Castelbellino 33; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati retrocesso; Corinado e Castelbellino spareggio play out; S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-x-2 F.Fano 37; S.Severino 35; Corinaldo 34; Castelbellino e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; S.Severino e Corinaldo ai play out; F.Fano salvo
2-2-x-2 F.Fano 37; S.Severino 35; Castelbellino, Corinaldo e H.R. Recanati 33
H.R. Recanati retrocesso; Castelbellino e Corinaldo spareggio play out; S.Severino ai play out; F.Fano salvo
x-2-2-x F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 34; Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-2-2-x F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 33, Castelbellino 32; H.R. Recanati 31
H.R. Recanati e Castelbellino retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
x-2-2-2 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo 34; H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
Castelbellino e H.R. Recanati retrocessi; Corinaldo ai play out; F.Fano e S.Severino spareggio salvezza
2-2-2-2 F.Fano e S.Severino 37; Corinaldo e H.R. Recanati 33; Castelbellino 32
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MARIA MOREVNA
C'era una volta, in un luogo lontano, non si sa dove, Ivan zarevich. Aveva tre sorelle. La prima, Maria zarevna; la seconda, Olga zarevna; la terza, Anna zarevna. Il padre e la madre in punto di morte dissero al figlio: "Chi per primo chiederà in sposa le tue sorelle, dagliele, non le tenere a lungo con te!" Seppellì Ivan Zarevich i genitori e dal dolore andò a passeggiare con le sorelle nel giardino verde. All'improvviso una nuvola nera coprì il cielo, ed ebbe inizio un terribile temporale. Disse Ivan: "Andiamo a casa, sorelline!" Appena arrivati al palazzo, echeggiò un tuono, si aprì il soffitto ed entrò volando nella stanza un falco, che rimbalzò sul pavimento e si trasformò in un bel giovane. Poi disse: "Salve, Ivan zarevich! Ti chiedo in sposa tua sorella Maria zarevna." "Se ami la mia sorellina, io non la trattengo, che vada!" Maria zarevna era d'accordo e così il falco la sposò e la portò nel suo regno.
Passarono i giorni, corsero le ore, passò un anno intero. Ivan zarevich andò con le due sorelle rimaste a passeggiare nel giardino verde. Di nuovo la nuvola, la bufera, un fulmine. "Andiamo a casa sorelline!" disse Ivan. Appena arrivati al palazzo, ecco un tuono, si arroventò il tetto, si aprì il soffitto ed entrò volando un'aquila, che rimbalzando sul pavimento si trasformò in un bel giovane e chiese Olga zarevna in sposa. Ivan rispose: "Se ami Olga, che venga con te! Io la lascio libera." Olga zarevna fu d'accordo e si sposò con l'aquila, che la prese e la portò nel suo regno.
Passò ancora un anno. Disse Ivan alla sorella più piccola: "Andiamo a passeggiare nel giardino verde!" Passeggiarono un pò ed ecco la nuvola e la bufera. Torniamo a casa sorellina!" Tornarono a casa, non fecero in tempo a sedersi, che arrivò un tuono e si aprì il soffitto. Entrò un corvo, rimbalzò sul pavimento e si trasformò in un bel giovane. "Ivan zarevich, dammi in sposa Anna zarevna!" "La lascio libera. Se la ami, che venga con te!" Anna così andò col corvo che la portò nel suo regno.
Ivan zarevich rimase solo. Visse un anno intero senza sorelle e cominciò a venirgli a noia. Disse: "Andrò a cercare le sorelline." Si ritrovò in una strada e vide un esercito sconfitto. Disse Ivan: "Se c'è un uomo vivo, che risponda! Chi ha vinto questo grande esercito?" Un uomo rispose: "È stata la bellissima principessa Maria Morevna a vincere!" Ivan passò oltre, si avvicinò a delle tende bianche ed ecco venirgli incontro Maria morevna, principessa bellissima: "Salve Ivan zarevich! Dove vai, volente o nolente?" Rispose Ivan: "I giovani per bene vanno sempre di propria volontà." "Ebbene, disse Maria Morevna" se non hai fretta, rimani ospite nelle mie tende." Ivan rimase due notti, si innamorò di Maria Morevna, bellissima principessa, la sposò. Maria Morevna portò Ivan zarevich nel suo regno.
Dopo un pò di tempo la regina stava per partire per la guerra. Lasciò a Ivan tutte le faccende di casa e gli ordinò: "Vai dovunque, sorveglia tutto, ma non guardare mai in questo ripostiglio." Ivan non resistette e non appena Maria partì, andò in quel ripostiglio a guardare. Ci trovò Koshey l'immortale incatenato a dodici catene. Koshey l'immortale supplicò Ivan zarevich: "Abbi pietà di me, dammi da bere! Da dieci anni non mangio e non bevo, la mia gola si è seccata del tutto!" Ivan zarevich gli dette un secchio d'acqua, Koshey l'immortale bevve e chiese ancora: "Un secchio non basta a placare la mia sete, dammene ancora!" Ivan zarevich gli dette un secondo secchio e poi un terzo. Come Koshey bevve il terzo secchio, riprese tutta la sua forza di un tempo e riuscì a liberarsi dalle catene. "Grazie Ivan!" disse Koshey l'immortale "ora non vedrai più Maria Morevna, così come non vedi le tue orecchie!" E volò via dalla finestra in un terribile vortice, raggiunse sulla strada Maria Morevna, la catturò e la portò via. Ivan cominciò a piangere amaramente, si equipaggiò per il viaggio e si mise in cammino: "Sia quel che sia, ma ritroverò Maria Morevna!"
Passò un giorno, ne passarono due e all'alba del terzo Ivan vide un palazzo stupendo e davanti una quercia e sulla quercia un falco. Il falco scese dalla quercia, rimbalzò sulla terra, si trasformò in un bel giovane e gridò: "O mio amato cognato, come ti va la vita?" Arrivò correndo Maria zarevna, andò felice incontro ad Ivan, poi cominciò a chiedere di lui e a raccontargli della propria vita. Ivan rimase loro ospite per tre giorni, poi disse: "Non posso rimanere ancora da voi, devo andare alla ricerca di mia moglie, Maria Morevna, principessa bellissima." "Ti sarà difficile trovarla!" disse il falco. "Lascia qui il tuo cucchiaio d'argento, così guardandolo ti ricorderemo." Ivan lasciò il cucchiaio e se ne andò. Camminò un giorno, camminò due giorni, all'alba del terzo vide un palazzo ancora più bello del primo e davanti una quercia e sulla quercia un'aquila. L'aquila scese dalla quercIa, rimbalzò a terra, si trasformò in un bel giovane e gridò: "Caro fratello!" Arrivò correndo Olga zarevna, bacio e abbracciò Ivan, gli chiese di lui e poi gli raccontò della propria vita. Ivan rimase loro ospite tre giorni, poi disse: "Devo proprio andare, devo cercare mia moglie Maria Morevna, principessa bellissima." "Difficile che tu possa trovarla," risponde l'aquila "lascia qui la tua forchetta d'argento, così guardandola ti ricorderemo." Ivan la lasciò. Poi camminò per un giorno, per due giorni, all'alba del terzo vide un palazzo ancora più bello degli altri due. Davanti c'era una quercia e sulla quercia un corvo, che scese, rimbalzò a terra, si trasformò in un bel giovane e disse: "Anna zarevna, presto, vieni qui! C'è nostro fratello!" Anna arrivò correndo, baciò e abbracciò Ivan. Gli chiese di lui e gli raccontò di sé. Ivan rimase tre giorni, poi disse: "Addio! Vado a cercare mia moglie Maria Morevna, principessa bellissima." Disse il corvo: "Difficile ti sarà trovarla. Lascia qui la tabacchiera d'argento, la guarderemo e ti ricorderemo." Ivan gliela dette, salutò e se ne andò.
Camminò un giorno, due giorni, il terzo arrivò da Maria Morevna. Appena Maria vide il suo caro Ivan zarevich si gettò tra le sue braccia e lo supplicò: "Ah! Ivan! Perché non mi hai obbedito? Hai guardato nel ripostiglio e ti sei lasciato scappare Koshey l'immortale!" "Perdonami Maria Morevna, principessa bellissima! Vieni con me ora che Koshey non c'é!" Così andarono via.
Koshey l'immortale era a caccia. Di sera, mentre tornava a casa, sotto di lui il buon cavallo incespicava. "Cos'hai che incespichi? Forse che stai fiutando qualche guaio?" Risponde il cavallo: "È venuto Ivan zarevich e ha portato via Maria zarevna." "Possiamo forse raggiungerli?" Risponde il cavallo: "Si può seminare il grano, aspettare che sia cresciuto, mieterlo, trasformare i chicchi in farina, preparare cinque forni pieni di pane, mangiare il pane e solo allora inseguirli. faremo in tempo." Koshey al galoppo raggiunse Ivan. "La prima volta ti perdono per la tua bontà, che mi hai dato l'acqua da bere; perdonerò anche un'altra volta, ma la terza attento! Ti farò a pezzetti!" Koshey l'immortale prese Maria Morevna e la portò via. Ivan si sedette su una roccia e cominciò a piangere. Pianse, pianse, poi tornò indietro verso Maria Morevna. Koshey non era in casa. "Andiamo Maria!" "No! Ci raggiungerà!" "E che ci raggiunga! Almeno si sta un'oretta insieme!" Così andarono Koshey tornava a casa e il cavallo incespicava. "Cos'hai da incespicare tu? Forse che fiuti guai?" "È venuto Ivan ed ha portato via Maria!" "Si possono raggiungere?" "Si può seminare l'orzo, aspettare che cresca, mieterlo, farci la birra, ubriacarsi di birra, andare a dormire e solo allora inseguirli. Faremo in tempo!" Koshey l'immortale raggiunse al galoppo Ivan zarevich. "Eppure te l'ho già detto che non devi più vedere Maria Morevna, così come non vedi le tue orecchie!" La prese e la portò a casa sua. Ivan rimase solo, pianse e pianse, poi tornò da Maria. Koshey non era a casa. "Andiamo Maria Morevna!" "No Ivan! Ti raggiungerà e poi ti farà a pezzetti!" "E che mi faccia a pezzetti! Io senza di te non vivo!" E così andarono via. Koshey l'immortale tornava a casa e il cavallo incespicava. "Perché incespichi? Fiuti guai?" "Ivan è venuto e ha portato via Maria." Koshey raggiunse Ivan al galoppo, lo fece a pezzetti e mise i pezzetti in una botte incatramata. Legò la botte con cerchi di ferro e la gettò nel mare blu. Portò via con sé Maria Morevna.
Proprio in quello stesso momento gli oggetti in argento di Ivan che avevano le sue sorelle diventarono neri. Dissero le sorelle di Ivan e i mariti: "Ah! È successo qualcosa!" Il falco si gettò nel mare blu, prese la botte e la portò sulla riva. Il corvo prese l'acqua morta, l'aquila l'acqua viva. Poi ruppero la botte e tirarono fuori Ivan. Il corvo spruzzò su Ivan acqua morta e i pezzetti così si riunirono, l'aquila acqua viva e così Ivan tornò in vita e disse: "Ah! Quanto ho dormito!" "Vieni ospite da noi!" dissero i cognati. "No fratellini, devo cercare Maria Morevna."
Ivan andò da Maria e le chiese: "Cerca di sapere da Koshey dove ha trovato un così buon cavallo." E così Maria Morevna trovò il momento opportuno e cercò di interrogare Koshey, che rispose: "Dietro la trentanovesima terra, nel trentesimo regno, oltre il fiume di fuoco, vive Baba-yaga. Lei ha una cavalla sulla quale ogni giorno vola intorno alla terra. Baba-yaga ne ha parecchie di queste cavalle gloriose. Sono stato da lei come pastore per tre giorni, non le ho perso neppure una cavalla e per questo lei mi ha regalato un puledrino." "E come hai fatto ad attraversare il fiume di fuoco?" "Io ho un fazzoletto che come lo muovo tre volte dalla parte destra si forma un ponte altissimo che il fuoco non può raggiungere." Maria Morevna ascoltò e raccontò tutto a Ivan zarevich e gli dette anche il fazzoletto, che aveva preso a Koshey. Ivan si diresse verso il fiume di fuoco. Camminò a lungo senza né bere né mangiare. Gli andò incontro l'uccello dei mari con i suoi piccolini. Disse Ivan: "Mangerò un solo pulcino." "Non mangiare, Ivan zarevich!" lo pregò l'uccello dei mari "Tra poco ti servirò." Andò oltre. Vide nel bosco un alveare di api. "Prenderò un pò di miele" disse. Rispose la madre regina delle api: "Non toccare il mio miele, Ivan zarevich! Tra poco ti servirò." Ivan non lo toccò e passò oltre. Gli andò incontro una leonessa con il leoncino. "Mangerò almeno questo leoncino. Ho una tale fame!" "Non lo toccare, Ivan zarevich!" lo pregò la leonessa "Tra poco ti servirò." "Va bene, che sia come vuoi tu!" Rimase affamato, camminò, camminò. Ecco la casa di Baba-yaga e intorno alla casa teste umane su undici aste e la dodicesima vuota.
"Salve nonna!" "Salve, Ivan zarevich! Sei venuto per tua buona volontà o per necessità?" "Sono venuto per meritarmi il tuo cavallo atletico." "Permettimi, Ivan! Devi servirmi non un anno, ma in tutto tre giorni. Se pascolerai le mie cavalle, io ti darò il cavallo atletico, ma se non lo farai, non ti adirare, la tua testa sporgerà sull'ultima asta!" Ivan acconsentì. Baba-yaga gli dette da mangiare e da bere e gli ordinò di darsi da fare. Aveva appena portato le cavalle nel campo, che cominciarono a muovere la coda e ognuna per conto suo a correre nei prati. Ivan non fece in tempo nemmeno ad alzare gli occhi, che erano già sparite. Allora cominciò a piangere, si sedette su una roccia e si addormentò. Era già il tramonto, quando arrivò l'uccello dei mari e lo svegliò. "Alzati Ivan zarevich! Le cavalle ora sono a casa!" Zarevich si alzò e tornò a casa. Baba-yaga stava gridando alle sue cavalle: "Perché siete tornate a casa?" "Ecome potevamo non tornare! Degli uccelli sono arrivati da tutto il mondo e per poco non ci beccavano gli occhi!" "Ebbene, domani non correrete nei prati, ma vi disperderete nei boschi fitti."
Ivan zarevich la notte dormì a lungo. La mattina Baba-yaga disse: "Guarda zarevich, se non pascolerai le cavalle e se ne perderai anche una sola, la tua testa matta sarà infilzata sul palo!" Ivan mandò le cavalle nel campo. Le cavalle mossero la coda e si dispersero nei boschi fitti. Ancora zarevich si sedette sulla pietra, pianse e pianse, alla fine si addormentò. Il sole era al tramonto, quando arrivò la leonessa. "Alzati, Ivan zarevich! Le cavalle sono tutte radunate!" Ivan si alzò e andò a casa. Baba-yaga più di prima gridava alle sue cavalle: "Perché siete tornate a casa?" "E come potevamo non tornare? Sono arrivate bestie feroci da tutto il mondo e per poco non ci divoravano!" "Ebbene, domani fuggirete nel mare blu!" E di nuovo la notte Ivan dormì a lungo. Al mattino Baba-yaga lo mandò a pascolare le cavalle. "Se non pascolerai, la tua testa matta sarà sul palo!" Ivan mandò le cavalle nel campo. Le cavalle mossero la coda e scomparvero, fuggirono nel mare blu. Stavano nell'acqua fino al collo. Ivan si sedette sulla pietra, pianse e si addormentò. Il sole era già tramontato, che arrivò l'ape e disse: "Alzati zarevich! Le cavalle sono riunite! Ma come tornerai a casa di Baba-yaga, non ti far vedere, vai nella stalla e nasconditi dietro la mangiatoia. Là c'è un puledro non buono, sta sul letame. Tu rubalo nel cuore della notte e vattene." Ivan si alzò, andò nella stalla e si stese dietro la mangiatoia. Baba-yaga gridò alle cavalle: "Perché siete tornate indietro?" "E come potevamo non tornare? Sono arrivate api da tutto il mondo e hanno cominciato a pungerci che per poco non ci dissanguavano!"
Baba-yaga si addormentò e a mezzanotte in punto Ivan rubò il puledro non buono, lo sellò, lo cavalcò e galoppò verso il fiume di fuoco. Arrivato al fiume di fuoco mosse tre volte il fazzoletto dalla parte destra e all'improvviso ecco apparire un ponte altissimo sul fiume. Zarevich attraversò il ponte, poi mosse il fazzoletto due volte a sinistra e il ponte divenne sottile sottile. La mattina Baba-yaga si svegliò e vide che il puledrino non c'era. Si lanciò all'inseguimento. Saltò sul mortaio di ferro, agitò il pestello, con la scopa fece sparire le tracce. Arrivò al fiume di fuoco, dette un'occhiata e pensò: ' è un buon ponte '. Passò sul ponte, ma appena arrivata a metà il ponte crollò e Baba-yaga cadde nel fiume e bruciò.
Ivan zarevich dette da mangiare al puledro nei prati verdi, e così diventò un bel cavallo. Poi andò da Maria Morevna, che corse verso di lui e si gettò tra le sue braccia. "Come hai fatto a salvarti dalla morte?" "Poi ti racconterò. Dai, vieni con me!" "Ho paura, Ivan! Se ci raggiunge di nuovo Koshey l'immortale, ti farà a pezzi un'altra volta!" "No, non ci raggiungerà! Adesso ho un cavallo glorioso e atletico, vola come un uccello." Salirono in sella al cavallo e partirono. Koshey tornava a casa e il cavallo incespicava "Cos'hai da incespicare tu? Forse che fiuti guai?" "È arrivato Ivan zarevich e ha portato via Maria Morevna." "Possiamo raggiungerli?" "Lo sa Dio! Ora Ivan ha un cavallo atletico meglio di me!" "No, non lo sopporterò. Vado all'inseguimento." Passò poco tempo, passò molto tempo; Koshey raggiunse Ivan e cadde per terra mentre voleva fenderlo con la sua sciabola tagliente. Ma in quel momento il cavallo di Ivan zarevich colpì con tutta la sua forza con lo zoccolo di Koshey l'immortale e gli fracassò la testa, e Ivan lo finì con una mazza. Poi zarevich ammucchiò della legna, fece un fuoco, ci bruciò Koshey l'immortale e sparse la sua cenere al vento. Maria Morevna salì in groppa al cavallo di Koshey e Ivan sul proprio e andarono ospiti prima dal corvo, poi dall'aquila e infine dal falco. Da qualsiasi parte andavano, erano accolti con gioia. "Ah! Ivan zarevich! Eravamo tristi che non ti vedevamo! Però...non inutilmente ti sei dato da fare! Una tale bellezza come Maria Morevna c'è da cercarla in tutto il mondo! Non ne trovi un'altra!"
Festeggiarono, banchettarono e infine tornarono nel proprio regno, dove vissero felici e contenti. Read More!
Passarono i giorni, corsero le ore, passò un anno intero. Ivan zarevich andò con le due sorelle rimaste a passeggiare nel giardino verde. Di nuovo la nuvola, la bufera, un fulmine. "Andiamo a casa sorelline!" disse Ivan. Appena arrivati al palazzo, ecco un tuono, si arroventò il tetto, si aprì il soffitto ed entrò volando un'aquila, che rimbalzando sul pavimento si trasformò in un bel giovane e chiese Olga zarevna in sposa. Ivan rispose: "Se ami Olga, che venga con te! Io la lascio libera." Olga zarevna fu d'accordo e si sposò con l'aquila, che la prese e la portò nel suo regno.
Passò ancora un anno. Disse Ivan alla sorella più piccola: "Andiamo a passeggiare nel giardino verde!" Passeggiarono un pò ed ecco la nuvola e la bufera. Torniamo a casa sorellina!" Tornarono a casa, non fecero in tempo a sedersi, che arrivò un tuono e si aprì il soffitto. Entrò un corvo, rimbalzò sul pavimento e si trasformò in un bel giovane. "Ivan zarevich, dammi in sposa Anna zarevna!" "La lascio libera. Se la ami, che venga con te!" Anna così andò col corvo che la portò nel suo regno.
Ivan zarevich rimase solo. Visse un anno intero senza sorelle e cominciò a venirgli a noia. Disse: "Andrò a cercare le sorelline." Si ritrovò in una strada e vide un esercito sconfitto. Disse Ivan: "Se c'è un uomo vivo, che risponda! Chi ha vinto questo grande esercito?" Un uomo rispose: "È stata la bellissima principessa Maria Morevna a vincere!" Ivan passò oltre, si avvicinò a delle tende bianche ed ecco venirgli incontro Maria morevna, principessa bellissima: "Salve Ivan zarevich! Dove vai, volente o nolente?" Rispose Ivan: "I giovani per bene vanno sempre di propria volontà." "Ebbene, disse Maria Morevna" se non hai fretta, rimani ospite nelle mie tende." Ivan rimase due notti, si innamorò di Maria Morevna, bellissima principessa, la sposò. Maria Morevna portò Ivan zarevich nel suo regno.
Dopo un pò di tempo la regina stava per partire per la guerra. Lasciò a Ivan tutte le faccende di casa e gli ordinò: "Vai dovunque, sorveglia tutto, ma non guardare mai in questo ripostiglio." Ivan non resistette e non appena Maria partì, andò in quel ripostiglio a guardare. Ci trovò Koshey l'immortale incatenato a dodici catene. Koshey l'immortale supplicò Ivan zarevich: "Abbi pietà di me, dammi da bere! Da dieci anni non mangio e non bevo, la mia gola si è seccata del tutto!" Ivan zarevich gli dette un secchio d'acqua, Koshey l'immortale bevve e chiese ancora: "Un secchio non basta a placare la mia sete, dammene ancora!" Ivan zarevich gli dette un secondo secchio e poi un terzo. Come Koshey bevve il terzo secchio, riprese tutta la sua forza di un tempo e riuscì a liberarsi dalle catene. "Grazie Ivan!" disse Koshey l'immortale "ora non vedrai più Maria Morevna, così come non vedi le tue orecchie!" E volò via dalla finestra in un terribile vortice, raggiunse sulla strada Maria Morevna, la catturò e la portò via. Ivan cominciò a piangere amaramente, si equipaggiò per il viaggio e si mise in cammino: "Sia quel che sia, ma ritroverò Maria Morevna!"
Passò un giorno, ne passarono due e all'alba del terzo Ivan vide un palazzo stupendo e davanti una quercia e sulla quercia un falco. Il falco scese dalla quercia, rimbalzò sulla terra, si trasformò in un bel giovane e gridò: "O mio amato cognato, come ti va la vita?" Arrivò correndo Maria zarevna, andò felice incontro ad Ivan, poi cominciò a chiedere di lui e a raccontargli della propria vita. Ivan rimase loro ospite per tre giorni, poi disse: "Non posso rimanere ancora da voi, devo andare alla ricerca di mia moglie, Maria Morevna, principessa bellissima." "Ti sarà difficile trovarla!" disse il falco. "Lascia qui il tuo cucchiaio d'argento, così guardandolo ti ricorderemo." Ivan lasciò il cucchiaio e se ne andò. Camminò un giorno, camminò due giorni, all'alba del terzo vide un palazzo ancora più bello del primo e davanti una quercia e sulla quercia un'aquila. L'aquila scese dalla quercIa, rimbalzò a terra, si trasformò in un bel giovane e gridò: "Caro fratello!" Arrivò correndo Olga zarevna, bacio e abbracciò Ivan, gli chiese di lui e poi gli raccontò della propria vita. Ivan rimase loro ospite tre giorni, poi disse: "Devo proprio andare, devo cercare mia moglie Maria Morevna, principessa bellissima." "Difficile che tu possa trovarla," risponde l'aquila "lascia qui la tua forchetta d'argento, così guardandola ti ricorderemo." Ivan la lasciò. Poi camminò per un giorno, per due giorni, all'alba del terzo vide un palazzo ancora più bello degli altri due. Davanti c'era una quercia e sulla quercia un corvo, che scese, rimbalzò a terra, si trasformò in un bel giovane e disse: "Anna zarevna, presto, vieni qui! C'è nostro fratello!" Anna arrivò correndo, baciò e abbracciò Ivan. Gli chiese di lui e gli raccontò di sé. Ivan rimase tre giorni, poi disse: "Addio! Vado a cercare mia moglie Maria Morevna, principessa bellissima." Disse il corvo: "Difficile ti sarà trovarla. Lascia qui la tabacchiera d'argento, la guarderemo e ti ricorderemo." Ivan gliela dette, salutò e se ne andò.
Camminò un giorno, due giorni, il terzo arrivò da Maria Morevna. Appena Maria vide il suo caro Ivan zarevich si gettò tra le sue braccia e lo supplicò: "Ah! Ivan! Perché non mi hai obbedito? Hai guardato nel ripostiglio e ti sei lasciato scappare Koshey l'immortale!" "Perdonami Maria Morevna, principessa bellissima! Vieni con me ora che Koshey non c'é!" Così andarono via.
Koshey l'immortale era a caccia. Di sera, mentre tornava a casa, sotto di lui il buon cavallo incespicava. "Cos'hai che incespichi? Forse che stai fiutando qualche guaio?" Risponde il cavallo: "È venuto Ivan zarevich e ha portato via Maria zarevna." "Possiamo forse raggiungerli?" Risponde il cavallo: "Si può seminare il grano, aspettare che sia cresciuto, mieterlo, trasformare i chicchi in farina, preparare cinque forni pieni di pane, mangiare il pane e solo allora inseguirli. faremo in tempo." Koshey al galoppo raggiunse Ivan. "La prima volta ti perdono per la tua bontà, che mi hai dato l'acqua da bere; perdonerò anche un'altra volta, ma la terza attento! Ti farò a pezzetti!" Koshey l'immortale prese Maria Morevna e la portò via. Ivan si sedette su una roccia e cominciò a piangere. Pianse, pianse, poi tornò indietro verso Maria Morevna. Koshey non era in casa. "Andiamo Maria!" "No! Ci raggiungerà!" "E che ci raggiunga! Almeno si sta un'oretta insieme!" Così andarono Koshey tornava a casa e il cavallo incespicava. "Cos'hai da incespicare tu? Forse che fiuti guai?" "È venuto Ivan ed ha portato via Maria!" "Si possono raggiungere?" "Si può seminare l'orzo, aspettare che cresca, mieterlo, farci la birra, ubriacarsi di birra, andare a dormire e solo allora inseguirli. Faremo in tempo!" Koshey l'immortale raggiunse al galoppo Ivan zarevich. "Eppure te l'ho già detto che non devi più vedere Maria Morevna, così come non vedi le tue orecchie!" La prese e la portò a casa sua. Ivan rimase solo, pianse e pianse, poi tornò da Maria. Koshey non era a casa. "Andiamo Maria Morevna!" "No Ivan! Ti raggiungerà e poi ti farà a pezzetti!" "E che mi faccia a pezzetti! Io senza di te non vivo!" E così andarono via. Koshey l'immortale tornava a casa e il cavallo incespicava. "Perché incespichi? Fiuti guai?" "Ivan è venuto e ha portato via Maria." Koshey raggiunse Ivan al galoppo, lo fece a pezzetti e mise i pezzetti in una botte incatramata. Legò la botte con cerchi di ferro e la gettò nel mare blu. Portò via con sé Maria Morevna.
Proprio in quello stesso momento gli oggetti in argento di Ivan che avevano le sue sorelle diventarono neri. Dissero le sorelle di Ivan e i mariti: "Ah! È successo qualcosa!" Il falco si gettò nel mare blu, prese la botte e la portò sulla riva. Il corvo prese l'acqua morta, l'aquila l'acqua viva. Poi ruppero la botte e tirarono fuori Ivan. Il corvo spruzzò su Ivan acqua morta e i pezzetti così si riunirono, l'aquila acqua viva e così Ivan tornò in vita e disse: "Ah! Quanto ho dormito!" "Vieni ospite da noi!" dissero i cognati. "No fratellini, devo cercare Maria Morevna."
Ivan andò da Maria e le chiese: "Cerca di sapere da Koshey dove ha trovato un così buon cavallo." E così Maria Morevna trovò il momento opportuno e cercò di interrogare Koshey, che rispose: "Dietro la trentanovesima terra, nel trentesimo regno, oltre il fiume di fuoco, vive Baba-yaga. Lei ha una cavalla sulla quale ogni giorno vola intorno alla terra. Baba-yaga ne ha parecchie di queste cavalle gloriose. Sono stato da lei come pastore per tre giorni, non le ho perso neppure una cavalla e per questo lei mi ha regalato un puledrino." "E come hai fatto ad attraversare il fiume di fuoco?" "Io ho un fazzoletto che come lo muovo tre volte dalla parte destra si forma un ponte altissimo che il fuoco non può raggiungere." Maria Morevna ascoltò e raccontò tutto a Ivan zarevich e gli dette anche il fazzoletto, che aveva preso a Koshey. Ivan si diresse verso il fiume di fuoco. Camminò a lungo senza né bere né mangiare. Gli andò incontro l'uccello dei mari con i suoi piccolini. Disse Ivan: "Mangerò un solo pulcino." "Non mangiare, Ivan zarevich!" lo pregò l'uccello dei mari "Tra poco ti servirò." Andò oltre. Vide nel bosco un alveare di api. "Prenderò un pò di miele" disse. Rispose la madre regina delle api: "Non toccare il mio miele, Ivan zarevich! Tra poco ti servirò." Ivan non lo toccò e passò oltre. Gli andò incontro una leonessa con il leoncino. "Mangerò almeno questo leoncino. Ho una tale fame!" "Non lo toccare, Ivan zarevich!" lo pregò la leonessa "Tra poco ti servirò." "Va bene, che sia come vuoi tu!" Rimase affamato, camminò, camminò. Ecco la casa di Baba-yaga e intorno alla casa teste umane su undici aste e la dodicesima vuota.
"Salve nonna!" "Salve, Ivan zarevich! Sei venuto per tua buona volontà o per necessità?" "Sono venuto per meritarmi il tuo cavallo atletico." "Permettimi, Ivan! Devi servirmi non un anno, ma in tutto tre giorni. Se pascolerai le mie cavalle, io ti darò il cavallo atletico, ma se non lo farai, non ti adirare, la tua testa sporgerà sull'ultima asta!" Ivan acconsentì. Baba-yaga gli dette da mangiare e da bere e gli ordinò di darsi da fare. Aveva appena portato le cavalle nel campo, che cominciarono a muovere la coda e ognuna per conto suo a correre nei prati. Ivan non fece in tempo nemmeno ad alzare gli occhi, che erano già sparite. Allora cominciò a piangere, si sedette su una roccia e si addormentò. Era già il tramonto, quando arrivò l'uccello dei mari e lo svegliò. "Alzati Ivan zarevich! Le cavalle ora sono a casa!" Zarevich si alzò e tornò a casa. Baba-yaga stava gridando alle sue cavalle: "Perché siete tornate a casa?" "Ecome potevamo non tornare! Degli uccelli sono arrivati da tutto il mondo e per poco non ci beccavano gli occhi!" "Ebbene, domani non correrete nei prati, ma vi disperderete nei boschi fitti."
Ivan zarevich la notte dormì a lungo. La mattina Baba-yaga disse: "Guarda zarevich, se non pascolerai le cavalle e se ne perderai anche una sola, la tua testa matta sarà infilzata sul palo!" Ivan mandò le cavalle nel campo. Le cavalle mossero la coda e si dispersero nei boschi fitti. Ancora zarevich si sedette sulla pietra, pianse e pianse, alla fine si addormentò. Il sole era al tramonto, quando arrivò la leonessa. "Alzati, Ivan zarevich! Le cavalle sono tutte radunate!" Ivan si alzò e andò a casa. Baba-yaga più di prima gridava alle sue cavalle: "Perché siete tornate a casa?" "E come potevamo non tornare? Sono arrivate bestie feroci da tutto il mondo e per poco non ci divoravano!" "Ebbene, domani fuggirete nel mare blu!" E di nuovo la notte Ivan dormì a lungo. Al mattino Baba-yaga lo mandò a pascolare le cavalle. "Se non pascolerai, la tua testa matta sarà sul palo!" Ivan mandò le cavalle nel campo. Le cavalle mossero la coda e scomparvero, fuggirono nel mare blu. Stavano nell'acqua fino al collo. Ivan si sedette sulla pietra, pianse e si addormentò. Il sole era già tramontato, che arrivò l'ape e disse: "Alzati zarevich! Le cavalle sono riunite! Ma come tornerai a casa di Baba-yaga, non ti far vedere, vai nella stalla e nasconditi dietro la mangiatoia. Là c'è un puledro non buono, sta sul letame. Tu rubalo nel cuore della notte e vattene." Ivan si alzò, andò nella stalla e si stese dietro la mangiatoia. Baba-yaga gridò alle cavalle: "Perché siete tornate indietro?" "E come potevamo non tornare? Sono arrivate api da tutto il mondo e hanno cominciato a pungerci che per poco non ci dissanguavano!"
Baba-yaga si addormentò e a mezzanotte in punto Ivan rubò il puledro non buono, lo sellò, lo cavalcò e galoppò verso il fiume di fuoco. Arrivato al fiume di fuoco mosse tre volte il fazzoletto dalla parte destra e all'improvviso ecco apparire un ponte altissimo sul fiume. Zarevich attraversò il ponte, poi mosse il fazzoletto due volte a sinistra e il ponte divenne sottile sottile. La mattina Baba-yaga si svegliò e vide che il puledrino non c'era. Si lanciò all'inseguimento. Saltò sul mortaio di ferro, agitò il pestello, con la scopa fece sparire le tracce. Arrivò al fiume di fuoco, dette un'occhiata e pensò: ' è un buon ponte '. Passò sul ponte, ma appena arrivata a metà il ponte crollò e Baba-yaga cadde nel fiume e bruciò.
Ivan zarevich dette da mangiare al puledro nei prati verdi, e così diventò un bel cavallo. Poi andò da Maria Morevna, che corse verso di lui e si gettò tra le sue braccia. "Come hai fatto a salvarti dalla morte?" "Poi ti racconterò. Dai, vieni con me!" "Ho paura, Ivan! Se ci raggiunge di nuovo Koshey l'immortale, ti farà a pezzi un'altra volta!" "No, non ci raggiungerà! Adesso ho un cavallo glorioso e atletico, vola come un uccello." Salirono in sella al cavallo e partirono. Koshey tornava a casa e il cavallo incespicava "Cos'hai da incespicare tu? Forse che fiuti guai?" "È arrivato Ivan zarevich e ha portato via Maria Morevna." "Possiamo raggiungerli?" "Lo sa Dio! Ora Ivan ha un cavallo atletico meglio di me!" "No, non lo sopporterò. Vado all'inseguimento." Passò poco tempo, passò molto tempo; Koshey raggiunse Ivan e cadde per terra mentre voleva fenderlo con la sua sciabola tagliente. Ma in quel momento il cavallo di Ivan zarevich colpì con tutta la sua forza con lo zoccolo di Koshey l'immortale e gli fracassò la testa, e Ivan lo finì con una mazza. Poi zarevich ammucchiò della legna, fece un fuoco, ci bruciò Koshey l'immortale e sparse la sua cenere al vento. Maria Morevna salì in groppa al cavallo di Koshey e Ivan sul proprio e andarono ospiti prima dal corvo, poi dall'aquila e infine dal falco. Da qualsiasi parte andavano, erano accolti con gioia. "Ah! Ivan zarevich! Eravamo tristi che non ti vedevamo! Però...non inutilmente ti sei dato da fare! Una tale bellezza come Maria Morevna c'è da cercarla in tutto il mondo! Non ne trovi un'altra!"
Festeggiarono, banchettarono e infine tornarono nel proprio regno, dove vissero felici e contenti. Read More!
FUTSAL SORRISI DAL DERBY
Venerdì 17 Aprile 2009 ore 21.00 Bocciofila "La Combattente" Fano
FUTSAL FANO-FUTSAL MAKKIA URBINO=7-4 (3-1)
Fano (Nero): 1-Racchi (p); 2-Bevilacqua; 3-Fratesi; 5-Mariani; 6-Spendolini; 7-Biagiotti; 8-Rosati; 9-Mattioli; 10-Ferri Michele; 11-Boiani; 12-Anselmi (p)
Urbino (Giallo): 1-Di Paoli (p); 2-Del Bianco; 3-Giosuè; 4-Tonucci; 5-Cimatti; 6-Fraternale; 7-Ugolini; 8-Marchi; 9-Di Santi; 11-Marra; 12-Magini (p)
Marcatori: 7'17" Biagiotti; 22'15" Boiani; 25'32" Ferri Michele; 26'36" Giosuè; 35'36" Fraternale; 41'11" Mattioli; 45'49" Ferri Michele; 48'45" Mattioli; 51'15" Ferri Michele; 53'29" Di Santi; 59'21" Cimatti
Angoli: 2-14 (2-8)
Falli:7-6 (2-2)
Fano: La Futsal Fano chiede un ultimo sforzo al suo campo, la posta in palio elevata rende le due squadre guardinghe e ne esce fuori una bruttissima partita. Le prestazioni individuali di Ferri Michele e Mattioli fanno pendere la bilancia dalla parte delle aquile che si portano a casa tre punti veramente d'oro. Primo tempo che vede l'Urbino fare gioco, Anselmi fa buona guardia, ma sono gli uomini di Mister Ferri a trovare la via del gol. nella ripresa primi minuti a favore degli ospiti che provano a ricucire lo strappo ma la micidiale coppia Ferri-Mattioli nella parte centrale toglie ogni ansia alla squadra fanese poi nel finale i tori riaccorciano le distanze mettendo in apprensione il prode Anselmi.
Si parte a ritmi lentissimi, le due squadre si studiano e non si scoprono, un errore potrebbe essere fatale per indirizzare la partita poi le aquile lasciano troppo l'iniziativa agli ospiti che prendono campo e ci provano con Marra, Del Bianco e Giosuè quest'ultimo il più insidioso Anselmi deve deviare spesso in angolo poi all'8' palla filtrante per Mattioli che la lavora bene a destra srve con precisione Biagiotti il quale prende sul tempo in uscita Magini ed infila la rete del vantaggio fanese.
Reagiscono i tori urinati ma conquistano solo calci d'angolo con Anselmi sempre attento, i padroni di casa faticano a vedere la porta avversaria ma quand la vedono sono dolori infatti al 23' Bevilacqua recupera palla sul fronte offensivo destro e serve a Boiani a palla del due a zero e al 26' è lo stesso Boiani a servire a Michele Ferri la palla del 3 a 0.
Un minuto dopo al 27' un errore di disimpegno permette per a Giosuè di accorciare le distanze il suo bolide dalla distanza non da scampo ad Anselmi.
Negli spogliatoi mister Ferri cerca di tenere tranquilli i suoi uomini ma evidentemente Aiudi ha strigliato i suoi, infatti gli ospiti partono forte e prima Di Santi centra il palo poi al 36' Fraternale su punizione perfora Anselmi.
Va vicino al pareggio l'Urbino in varie occasioni ma la difesa di casa chiude bene e lascia solo qualche angolo e con Spendolini e Mariani prova a colpire fino al 42' quando dopo un recupero in difesa Bevilacqua fa scorrere la palla in banda destra per Mattioli il quale scarta il portiere e mette in rete.
A questo punto l'Urbino si protende in avanti e allarga le maglie dove Michele Ferri si infila come un coltello nel burro, al 46' Biagiotti lo serve e con un gioco di prestigio supera Di Paoli, al 49' serve a Mattioli un assist al bacio che il pivot con una staffilata chirurgica trasforma in gol e al 52' con una volèè di pregevole fattura chiude la partita.
L'Urbino ha una reazione d'orgoglio, al 54' Di Santi beffa la difesa fanese che si addormenta su un imbucata centrale, Anselmi e compagni si salvano fortunosamente su Fraternale due volte e infine al 60' il giovane Cimatti supera Anselmi dopo che lo stesso portiere fanese aveva respinto una prima conclusione del giovane urbinate ma ormai è troppo tardi e per la Futsal Fano arriva una grossa boccata d'ossigeno.
LE PAGELLE
Racchi n.e.
Bevilacqua 7----------------- Due assist e tanta sostanza
Fratesi 6--------------------- Non incide come potrebbe
Mariani 6--------------------Importante in entrambe le fasi
Spendolini 6-----------------IL CAPITANO
Biagiotti 7,5 -----------------Stavolta non ha bisogno di cartellini
Rosati 6----------------------Fa il suo dovere
Mattioli 8,5-------------------Un lupo prestato alle aquile
Ferri Michele 10-------------E' la sua partita
Boiani 7,5--------------------Anche in precarie condizioni fisiche ci mette lo zampino
Anselmi 8-------------------Da sicurezza Read More!
FUTSAL FANO-FUTSAL MAKKIA URBINO=7-4 (3-1)
Fano (Nero): 1-Racchi (p); 2-Bevilacqua; 3-Fratesi; 5-Mariani; 6-Spendolini; 7-Biagiotti; 8-Rosati; 9-Mattioli; 10-Ferri Michele; 11-Boiani; 12-Anselmi (p)
Urbino (Giallo): 1-Di Paoli (p); 2-Del Bianco; 3-Giosuè; 4-Tonucci; 5-Cimatti; 6-Fraternale; 7-Ugolini; 8-Marchi; 9-Di Santi; 11-Marra; 12-Magini (p)
Marcatori: 7'17" Biagiotti; 22'15" Boiani; 25'32" Ferri Michele; 26'36" Giosuè; 35'36" Fraternale; 41'11" Mattioli; 45'49" Ferri Michele; 48'45" Mattioli; 51'15" Ferri Michele; 53'29" Di Santi; 59'21" Cimatti
Angoli: 2-14 (2-8)
Falli:7-6 (2-2)
Fano: La Futsal Fano chiede un ultimo sforzo al suo campo, la posta in palio elevata rende le due squadre guardinghe e ne esce fuori una bruttissima partita. Le prestazioni individuali di Ferri Michele e Mattioli fanno pendere la bilancia dalla parte delle aquile che si portano a casa tre punti veramente d'oro. Primo tempo che vede l'Urbino fare gioco, Anselmi fa buona guardia, ma sono gli uomini di Mister Ferri a trovare la via del gol. nella ripresa primi minuti a favore degli ospiti che provano a ricucire lo strappo ma la micidiale coppia Ferri-Mattioli nella parte centrale toglie ogni ansia alla squadra fanese poi nel finale i tori riaccorciano le distanze mettendo in apprensione il prode Anselmi.
Si parte a ritmi lentissimi, le due squadre si studiano e non si scoprono, un errore potrebbe essere fatale per indirizzare la partita poi le aquile lasciano troppo l'iniziativa agli ospiti che prendono campo e ci provano con Marra, Del Bianco e Giosuè quest'ultimo il più insidioso Anselmi deve deviare spesso in angolo poi all'8' palla filtrante per Mattioli che la lavora bene a destra srve con precisione Biagiotti il quale prende sul tempo in uscita Magini ed infila la rete del vantaggio fanese.
Reagiscono i tori urinati ma conquistano solo calci d'angolo con Anselmi sempre attento, i padroni di casa faticano a vedere la porta avversaria ma quand la vedono sono dolori infatti al 23' Bevilacqua recupera palla sul fronte offensivo destro e serve a Boiani a palla del due a zero e al 26' è lo stesso Boiani a servire a Michele Ferri la palla del 3 a 0.
Un minuto dopo al 27' un errore di disimpegno permette per a Giosuè di accorciare le distanze il suo bolide dalla distanza non da scampo ad Anselmi.
Negli spogliatoi mister Ferri cerca di tenere tranquilli i suoi uomini ma evidentemente Aiudi ha strigliato i suoi, infatti gli ospiti partono forte e prima Di Santi centra il palo poi al 36' Fraternale su punizione perfora Anselmi.
Va vicino al pareggio l'Urbino in varie occasioni ma la difesa di casa chiude bene e lascia solo qualche angolo e con Spendolini e Mariani prova a colpire fino al 42' quando dopo un recupero in difesa Bevilacqua fa scorrere la palla in banda destra per Mattioli il quale scarta il portiere e mette in rete.
A questo punto l'Urbino si protende in avanti e allarga le maglie dove Michele Ferri si infila come un coltello nel burro, al 46' Biagiotti lo serve e con un gioco di prestigio supera Di Paoli, al 49' serve a Mattioli un assist al bacio che il pivot con una staffilata chirurgica trasforma in gol e al 52' con una volèè di pregevole fattura chiude la partita.
L'Urbino ha una reazione d'orgoglio, al 54' Di Santi beffa la difesa fanese che si addormenta su un imbucata centrale, Anselmi e compagni si salvano fortunosamente su Fraternale due volte e infine al 60' il giovane Cimatti supera Anselmi dopo che lo stesso portiere fanese aveva respinto una prima conclusione del giovane urbinate ma ormai è troppo tardi e per la Futsal Fano arriva una grossa boccata d'ossigeno.
LE PAGELLE
Racchi n.e.
Bevilacqua 7----------------- Due assist e tanta sostanza
Fratesi 6--------------------- Non incide come potrebbe
Mariani 6--------------------Importante in entrambe le fasi
Spendolini 6-----------------IL CAPITANO
Biagiotti 7,5 -----------------Stavolta non ha bisogno di cartellini
Rosati 6----------------------Fa il suo dovere
Mattioli 8,5-------------------Un lupo prestato alle aquile
Ferri Michele 10-------------E' la sua partita
Boiani 7,5--------------------Anche in precarie condizioni fisiche ci mette lo zampino
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ANTEPRIMA 29° GIORNATA
Per la Futsal Fano un unico imperativo VINCERE!!!!!!!!
PROMOZIONE
29° 30° %
Avis Ascoli 66 RECANATI Futsal 66
Montegranarese 61 REAL P.S.Giorgio 44
PLAY OFF
29° 30° %
Urbino 46 FUTSAL Bocastrum 35
Numana 42 Morrovalle CORINALDO 16
Morrovalle 42 NUMANA Sporting 33
Real 42 Montegranarese LEOPARDI 16
SALVEZZA
29° 30° %
Leopardi 37 SPORTING Real 30
Bocastrum 35 Castelbellino URBINO 14
Corinaldo 33 S.SEVERINO Numana 14
Castelbellino 32 BOCASTRUM S.Severino 16
S.Severino 31 Corinaldo CASTELBELLINO 16
Futsal 31 Urbino AVIS ASCOLI 14
Recanati 30 Avis Ascoli S.GIUSEPPE 16
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PROMOZIONE
29° 30° %
Avis Ascoli 66 RECANATI Futsal 66
Montegranarese 61 REAL P.S.Giorgio 44
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Urbino 46 FUTSAL Bocastrum 35
Numana 42 Morrovalle CORINALDO 16
Morrovalle 42 NUMANA Sporting 33
Real 42 Montegranarese LEOPARDI 16
SALVEZZA
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Leopardi 37 SPORTING Real 30
Bocastrum 35 Castelbellino URBINO 14
Corinaldo 33 S.SEVERINO Numana 14
Castelbellino 32 BOCASTRUM S.Severino 16
S.Severino 31 Corinaldo CASTELBELLINO 16
Futsal 31 Urbino AVIS ASCOLI 14
Recanati 30 Avis Ascoli S.GIUSEPPE 16
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PENSIERINO DELLA SETTIMANA
PER GIOCARE NELLA CATEGORIA IO DEVO CORRERE E PENSARE MENTRE GLI ALTRI NON HANNO BISOGNO NE DI CORRERE NE DI PENSARE
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BUONA PASQUA
La società FUTSAL FANO CALCIO A 5 auguri BUONA PASQUA a tutti i suoi tesserati e a tutti coloro che visitano il suo sito stretti in un abbraccio ai nostri amici abruzzesi.
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L'ACQUA DELLA VITA
C'era una volta un re che era molto malato, così malato che i suoi tre figli ne provavano una gran pena. Per nascondere le loro lacrime si erano rifugiati nel parco del castello, allorquando videro venir loro incontro un vecchio al quale confidarono il loro tormento. "Conosco un rimedio" disse l'uomo "è l'Acqua dell'Eterna Giovinezza. Qualche sorso basterà a guarire il re, ma è molto difficile procurarsela." Il primo dei tre figli si precipitò al capezzale di suo padre e lo mise al corrente del suo desiderio di partire alla ricerca di questo miracoloso rimedio. "L'impresa è troppo pericolosa, è meglio che io muoia, figlio mio" rispose il re in fin di vita "non voglio che tu rischi la tua vita. Ma il figlio primogenito insistette e infine ottenne il consenso di suo padre, pensando che a missione compiuta avrebbe ereditato il suo regno. Il principe inforcò il suo robusto destriero e si mise in cammino. Cavalcò giorni e giorni, allorquando incontrò un nano che sembrava lo stesse aspettando. "Dove vai così in fretta bravo cavaliere?" gli chiese il nano. "Sei molto indiscreto, villano di un nano" gli rispose il principe correndo come un lampo. Il nano molto offeso, gli lanciò un sortilegio. Ben presto il cavaliere entrò nella gola di una montagna che si chiuse alle sue spalle impedendogli sia di andare avanti, che di retrocedere. Si trovò quindi prigioniero con il suo cavallo come in una fortezza. Durante questo tempo il re ammalato si disperava aspettando il suo ritorno. Il secondo dei figli chiese allora il permesso a suo padre di andare in cerca dell'Acqua dell'Eterna Giovinezza. Il re fece qualche difficoltà, ma finì per cedere. Il principe fece la stessa strada del fratello maggiore. Anch'egli incontrò il nano che gli fece la stessa domanda: "Questo non ti riguarda maleducato di un nano" rispose il principe proseguendo il cammino senza nemmeno degnarsi di voltarsi. Il nano, furioso, lanciò anche a lui un sortilegio. Il cavaliere entrò nella gola e fece la stessa fine di suo fratello e non ritornò. Ben presto il figlio minore pregò suo padre di lasciar partire anche lui alla ricerca dell'Acqua dell'Eterna Giovinezza. Il re acconsentì. Il giovane principe incontrò a sua volta il nano che gli chiese il motivo del suo viaggio.
Mio padre sta per morire ed io sto tentando di trovare l'Acqua dell'Eterna Giovinezza per poterlo salvare" rispose il principe gentilmente. "Sai almeno dove si trova?" gli chiese il nano. "Ahimè! No" rispose il principe con rimpianto. "Tu non sei orgoglioso come i tuoi fratelli, quindi t'indicherò dove trovarla. Quest'acqua miracolosa si trova nel cortile di un castello incantato, dove sgorga da una fontana. Ecco una bacchetta magica con la quale busserai tre volte alla porta del castello. Questa si aprirà e tu vedrai all'interno due leoni che fedelmente fanno la guardia. Getterai loro queste due forme di pane ed essi ti lasceranno passare. Vai dritto alla fontana e raccogli in una coppa l'Acqua dell'Eterna Giovinezza. Ma stai attento, bisogna che tu venga via prima che suonino i dodici colpi di mezzogiorno, in caso contrario rimarrai prigioniero nel castello."
Il principe ringraziò il nano e proseguì il cammino portando con se la bacchetta magica e le due pagnotte. Arrivò al castello e fece quello che gli aveva detto il nano. Mentre attraversava una magnifica sala incontrò una bella ragazza che l'abbracciò e gli diede una spada e un pane, poi l'accompagnò alla fontana. "Tu mi hai liberata dall'incantesimo che sovrasta questo castello" gli disse "tra un anno celebreremo le nostre nozze e questo regno ti apparterrà. Ma ora bisogna fare in fretta, poiché stanno per suonare i dodici colpi di mezzogiorno." Il principe riempì una coppa d'Acqua dell'Eterna Giovinezza, poi se ne andò prima che scoccasse l'ora prevista. Sulla via del ritorno incontrò il nano che l'aspettava. "La spada, che è magica, ti permetterà di combattere i tuoi nemici ed il pane non si esaurirà mai" gli disse. "Aiutami a trovare i miei fratelli" implorò il principe. "Quando ti avvicinerai alle montagne blu, saranno liberati. Io li ho tenuti prigionieri per punire il loro orgoglio. Diffida della loro perfidia" disse il nano.
Il giovane ritrovò i suoi fratelli e raccontò loro tutto quello che gli era capitato. Tutti e tre i fratelli fecero insieme il viaggio di ritorno verso il castello del loro padre, ma durante il cammino attraversarono tre paesi dove imperversava la guerra e la carestia. Il principe prestò la sua spada a ciascuno dei tre sovrani ed inoltre il pane magico. Li aiutò fino a quando non tornò la pace. Dopo un lungo viaggio e molte peripezie, i principi arrivarono finalmente al capezzale del loro padre. L'ultimo dei tre fratelli tese la sua coppa al re che ne bevve il contenuto. Sfortunatamente la sua malattia si aggravò. Allora gli altri due fratelli presentarono al loro padre la coppa che avevano portato e che conteneva l'acqua che avevano sottratto al suo fratello sostituendola con quella salata. Il sovrano, non solo guarì subito, ma si trovò anche ringiovanito. I due fratelli intriganti accusarono il più giovane di aver voluto avvelenare il loro padre allo scopo di ereditare il regno. Poi lo presero anche in giro: "Tu sei coraggioso, ma molto ingenuo, caro fratello. Noi abbiamo scambiato le coppe. Tra un anno uno di noi sposerà la principessa di cui tu ci hai parlato. Ma non parlare se non vuoi morire."
Nel frattempo il re era molto irritato. Poiché credeva che il suo giovane figlio avesse voluto attentare alla sua vita, lo fece condannare a morte dalla corte ed incaricò uno dei suoi cacciatori di eseguire la sentenza. Costui non ebbe il coraggio, poiché conosceva il principe sin dalla più tenera infanzia. Gli confessò l'incarico che aveva ricevuto, poi l'aiutò a fuggire nella foresta. Qualche tempo dopo arrivarono al castello tre carri pieni d'oro e di pietre preziose. Erano regalati dai tre re che aveva aiutato. Il vecchio re allora subodorò la verità e poco dopo venne a conoscenza dal cacciatore che suo figlio era ancora vivo.
Passò un anno. La principessa nel frattempo aveva fatto costruire un viale pavimentato d'oro sino al cancello del suo castello e ordinò ai suoi servitori di lasciar entrare soltanto quel cavaliere che l'avesse attraversato senza esitazione, poiché sarebbe stato quello che lei aspettava. Ben presto i principi più anziani si presentarono al castello, ma nessuno dei due osò calpestare il pavimento d'oro con il suo cavallo. Al contrario il giovane principe che aveva finalmente lasciato la foresta, non ci fece nemmeno caso: cieco d'amore, galoppo dritto verso il castello fin davanti alla porta della principessa che l'accolse teneramente. Le nozze furono celebrate tra la gioia di tutti.
Un giorno il principe venne a sapere che suo padre desiderava rivederlo. Andò quindi a trovarlo e gli raccontò la perfidia dei suoi fratelli. Allora il re volle castigarli, ma essi se n'erano fuggiti per sempre.
Giornalino n°19 Read More!
Mio padre sta per morire ed io sto tentando di trovare l'Acqua dell'Eterna Giovinezza per poterlo salvare" rispose il principe gentilmente. "Sai almeno dove si trova?" gli chiese il nano. "Ahimè! No" rispose il principe con rimpianto. "Tu non sei orgoglioso come i tuoi fratelli, quindi t'indicherò dove trovarla. Quest'acqua miracolosa si trova nel cortile di un castello incantato, dove sgorga da una fontana. Ecco una bacchetta magica con la quale busserai tre volte alla porta del castello. Questa si aprirà e tu vedrai all'interno due leoni che fedelmente fanno la guardia. Getterai loro queste due forme di pane ed essi ti lasceranno passare. Vai dritto alla fontana e raccogli in una coppa l'Acqua dell'Eterna Giovinezza. Ma stai attento, bisogna che tu venga via prima che suonino i dodici colpi di mezzogiorno, in caso contrario rimarrai prigioniero nel castello."
Il principe ringraziò il nano e proseguì il cammino portando con se la bacchetta magica e le due pagnotte. Arrivò al castello e fece quello che gli aveva detto il nano. Mentre attraversava una magnifica sala incontrò una bella ragazza che l'abbracciò e gli diede una spada e un pane, poi l'accompagnò alla fontana. "Tu mi hai liberata dall'incantesimo che sovrasta questo castello" gli disse "tra un anno celebreremo le nostre nozze e questo regno ti apparterrà. Ma ora bisogna fare in fretta, poiché stanno per suonare i dodici colpi di mezzogiorno." Il principe riempì una coppa d'Acqua dell'Eterna Giovinezza, poi se ne andò prima che scoccasse l'ora prevista. Sulla via del ritorno incontrò il nano che l'aspettava. "La spada, che è magica, ti permetterà di combattere i tuoi nemici ed il pane non si esaurirà mai" gli disse. "Aiutami a trovare i miei fratelli" implorò il principe. "Quando ti avvicinerai alle montagne blu, saranno liberati. Io li ho tenuti prigionieri per punire il loro orgoglio. Diffida della loro perfidia" disse il nano.
Il giovane ritrovò i suoi fratelli e raccontò loro tutto quello che gli era capitato. Tutti e tre i fratelli fecero insieme il viaggio di ritorno verso il castello del loro padre, ma durante il cammino attraversarono tre paesi dove imperversava la guerra e la carestia. Il principe prestò la sua spada a ciascuno dei tre sovrani ed inoltre il pane magico. Li aiutò fino a quando non tornò la pace. Dopo un lungo viaggio e molte peripezie, i principi arrivarono finalmente al capezzale del loro padre. L'ultimo dei tre fratelli tese la sua coppa al re che ne bevve il contenuto. Sfortunatamente la sua malattia si aggravò. Allora gli altri due fratelli presentarono al loro padre la coppa che avevano portato e che conteneva l'acqua che avevano sottratto al suo fratello sostituendola con quella salata. Il sovrano, non solo guarì subito, ma si trovò anche ringiovanito. I due fratelli intriganti accusarono il più giovane di aver voluto avvelenare il loro padre allo scopo di ereditare il regno. Poi lo presero anche in giro: "Tu sei coraggioso, ma molto ingenuo, caro fratello. Noi abbiamo scambiato le coppe. Tra un anno uno di noi sposerà la principessa di cui tu ci hai parlato. Ma non parlare se non vuoi morire."
Nel frattempo il re era molto irritato. Poiché credeva che il suo giovane figlio avesse voluto attentare alla sua vita, lo fece condannare a morte dalla corte ed incaricò uno dei suoi cacciatori di eseguire la sentenza. Costui non ebbe il coraggio, poiché conosceva il principe sin dalla più tenera infanzia. Gli confessò l'incarico che aveva ricevuto, poi l'aiutò a fuggire nella foresta. Qualche tempo dopo arrivarono al castello tre carri pieni d'oro e di pietre preziose. Erano regalati dai tre re che aveva aiutato. Il vecchio re allora subodorò la verità e poco dopo venne a conoscenza dal cacciatore che suo figlio era ancora vivo.
Passò un anno. La principessa nel frattempo aveva fatto costruire un viale pavimentato d'oro sino al cancello del suo castello e ordinò ai suoi servitori di lasciar entrare soltanto quel cavaliere che l'avesse attraversato senza esitazione, poiché sarebbe stato quello che lei aspettava. Ben presto i principi più anziani si presentarono al castello, ma nessuno dei due osò calpestare il pavimento d'oro con il suo cavallo. Al contrario il giovane principe che aveva finalmente lasciato la foresta, non ci fece nemmeno caso: cieco d'amore, galoppo dritto verso il castello fin davanti alla porta della principessa che l'accolse teneramente. Le nozze furono celebrate tra la gioia di tutti.
Un giorno il principe venne a sapere che suo padre desiderava rivederlo. Andò quindi a trovarlo e gli raccontò la perfidia dei suoi fratelli. Allora il re volle castigarli, ma essi se n'erano fuggiti per sempre.
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CUORE FUTSAL
Sabato 4 Aprile 2009 ore 15.00 Palestra C/5 Castorano
BOCASTRUM UNITED-FUTSAL FANO=4-4 (3-1)
Bocastrum (gialloblu): 0-Di Russo; 2-Camela; 3-Durastanti Marco; 4-Durastanti Andrea; 5-Balloni Francesco; 6-Bachetti; 7-Balloni Stefano; 9-Vallorani; 10-Hoppe; 11-Cicchi; 17-Speca; 22-Allevi
Futsal (nero): 1-Anselmi; 2-Bevilacqua; 3-Fratsi; 5-Mariani; 6-Spendolini; 8-Rosati; 9-Mattioli; 10-Ferri Michele; 11-Boiani; 12-Racchi
Marcatori: 6'17" Hoppe; 10'14" Mattioli; 16'09" Hoppe; 28'56" Bachetti; 32'16" Mattioli; 43'24" Bachetti; 43'49" Ferri Michele; 44'46" Spendolini
Angoli: 11-6 (2-5)
Falli: 4-11 (2-3)
Tiri Liberi: 2/0 0/0
Ammoniti: Ferri Michele, Durastanti Andrea
Espulsi: Balloni Francesco
Castorano: La Futsal ci crede fino in fondo e lo dimostra a Castorano, assorbita la batosta di Recanati gli uomini di Mister Ferri scendono nel piceno decisi a non mollare e tornano a casa con un buon punto. Ne nasce una partita bella ed emozionante senza un attimo di respiro. Primo tempo in cui le aquile fanno gioco e il Bocastrum che colpisce cinicamente, sbaglia il colpo del ko definitivo ma va negli spogliatoi invntaggio di due reti. Nell'intervallo il coach fanese punta più a tranquillizzare i suoi il gruppo si compatta e nella ripresa mentre i diavoletti provano a chiudere il discorso salvezza come una perfetta formichina la sua squadra riaggancia il match. Vari capovolgimenti di fronte caratterizzano il finale, le aquile raggiungono il bonus falli nei minuti di recupero ma i padroni di casa non ne sanno approfittare.
Si parte subito forte con Balloni Francesco e Hoppe ad insidiare Anselmi a cui rispondono Mattioli e Spendolini.
Al 7' Bevilacqua prova a spazzare l'area ma trova in opposizione un avversario la palla carambola sui piedi di Hoppe che è lesto a depositare in rete.
La Futsal si riversa in avanti e in pochi minuti il Bocastrum con Hoppe tre volte e Cicchi due va vicino al raddoppio poi all'11' un'azione manovrata della squadra di casa viene interrotta da Mariani che avvia una rapida ripartenza punta l'uomo e scarica per l'accorrente Mattioli che con una forte rasoiata supera Di Russo.
Le aquile riprendono a girare palla ma il Bocastrum si chiude bene comunque Boiani, Spendolini e Bevilacqua vanno vicini al gol che però trovano i padroni di casa al 17' quando una ripartenza in banda sinistra è fermata in fallo laterale. Gli uomini in maglia gialla battono rapidamente Hoppe trova un'autostrada e scarica con tutta la forza un siluro alle spalle di Anselmi.
La Futsal ritorna a forzare per recuperare crea moltissimo ma si espone alle veloci ripartenze avversarie, Hoppe e i fratelli Durastanti falliscono il gol per un niente. Dall'altra parte ci provano Boiani, Mattioli e Ferri Michele ma inutilmente.
Quando ormai il tempo sta per chiudersi, corre il 29' Bachetti si invola in banda destra e con una bordata beffa Anselmi.
Nella ripresa la squadra di casa cerca di chiudere subito i conti ma al 33' rapida ripartenza scarico verso Mattioli che si invola in banda destra alza la testa ed è pronto a servire un compagno sul secondo palo, Bachetti prova l'estremo recupero ma devia nella propria porta.
Il Bocastrum carica a testa bassa con Hoppe e i fratelli Balloni guadagnando angoli a ripetizione, le aquile fanno qualche tentativo con Bevilacqua ma con poca pericolosità.
Al 44' l'arbitro fischia una punizione al limite dell'area fanese, rapido inserimento di Bachetti che sorprende tutti e mette in rete. Ma per i padroni di casa non c'è il tempo per esultare dalla ripresa del gioco Michele Ferri riceve palla si inserisce in banda sinistra e con un diagonale potentissimo fa secco Di Russo. Non passa neanche un minuto e ancora Michele Ferri si inserisce dalla parte opposta la difesa di casa non riesce a liberare, la palla finisce nei piedi di Spendolini che calcia in porta deviazione che scavalca Di Russo e palla in rete.
Le due squadre rallentano un po' il ritmo, sale la paura di perdere ma comunque scaturiscono azioni pericolose poi nel finale le aquile raggiungono il bonus falli e il Bocastrum va due volte al tiro libero. Sul primo Hoppe calcia su Anselmi mentre nel secondo Balloni Stefano centra la traversa.
LE PAGELLE
Anselmi 7____ Si riprende bene nella ripresa
Bevilacqua 8,5 Prova gagliarda
Fratesi 7,5___ Rapido e scattante crea parecchi problemi
Mariani 8,5___ Bracca e rilancia l'azione
Spendolini 8,5_ Con un pizzico di fortuna ristabilisce la parità
Rosati 7,5____ Importante
Mattioli 9,5___ A queste condizioni Rosella Sensi lo prenderebbe per sostituire Vucinic
Ferri M. 9____ Fondamentale nel momento peggiore
Boiani 7,5____ Incute sempre paura
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BOCASTRUM UNITED-FUTSAL FANO=4-4 (3-1)
Bocastrum (gialloblu): 0-Di Russo; 2-Camela; 3-Durastanti Marco; 4-Durastanti Andrea; 5-Balloni Francesco; 6-Bachetti; 7-Balloni Stefano; 9-Vallorani; 10-Hoppe; 11-Cicchi; 17-Speca; 22-Allevi
Futsal (nero): 1-Anselmi; 2-Bevilacqua; 3-Fratsi; 5-Mariani; 6-Spendolini; 8-Rosati; 9-Mattioli; 10-Ferri Michele; 11-Boiani; 12-Racchi
Marcatori: 6'17" Hoppe; 10'14" Mattioli; 16'09" Hoppe; 28'56" Bachetti; 32'16" Mattioli; 43'24" Bachetti; 43'49" Ferri Michele; 44'46" Spendolini
Angoli: 11-6 (2-5)
Falli: 4-11 (2-3)
Tiri Liberi: 2/0 0/0
Ammoniti: Ferri Michele, Durastanti Andrea
Espulsi: Balloni Francesco
Castorano: La Futsal ci crede fino in fondo e lo dimostra a Castorano, assorbita la batosta di Recanati gli uomini di Mister Ferri scendono nel piceno decisi a non mollare e tornano a casa con un buon punto. Ne nasce una partita bella ed emozionante senza un attimo di respiro. Primo tempo in cui le aquile fanno gioco e il Bocastrum che colpisce cinicamente, sbaglia il colpo del ko definitivo ma va negli spogliatoi invntaggio di due reti. Nell'intervallo il coach fanese punta più a tranquillizzare i suoi il gruppo si compatta e nella ripresa mentre i diavoletti provano a chiudere il discorso salvezza come una perfetta formichina la sua squadra riaggancia il match. Vari capovolgimenti di fronte caratterizzano il finale, le aquile raggiungono il bonus falli nei minuti di recupero ma i padroni di casa non ne sanno approfittare.
Si parte subito forte con Balloni Francesco e Hoppe ad insidiare Anselmi a cui rispondono Mattioli e Spendolini.
Al 7' Bevilacqua prova a spazzare l'area ma trova in opposizione un avversario la palla carambola sui piedi di Hoppe che è lesto a depositare in rete.
La Futsal si riversa in avanti e in pochi minuti il Bocastrum con Hoppe tre volte e Cicchi due va vicino al raddoppio poi all'11' un'azione manovrata della squadra di casa viene interrotta da Mariani che avvia una rapida ripartenza punta l'uomo e scarica per l'accorrente Mattioli che con una forte rasoiata supera Di Russo.
Le aquile riprendono a girare palla ma il Bocastrum si chiude bene comunque Boiani, Spendolini e Bevilacqua vanno vicini al gol che però trovano i padroni di casa al 17' quando una ripartenza in banda sinistra è fermata in fallo laterale. Gli uomini in maglia gialla battono rapidamente Hoppe trova un'autostrada e scarica con tutta la forza un siluro alle spalle di Anselmi.
La Futsal ritorna a forzare per recuperare crea moltissimo ma si espone alle veloci ripartenze avversarie, Hoppe e i fratelli Durastanti falliscono il gol per un niente. Dall'altra parte ci provano Boiani, Mattioli e Ferri Michele ma inutilmente.
Quando ormai il tempo sta per chiudersi, corre il 29' Bachetti si invola in banda destra e con una bordata beffa Anselmi.
Nella ripresa la squadra di casa cerca di chiudere subito i conti ma al 33' rapida ripartenza scarico verso Mattioli che si invola in banda destra alza la testa ed è pronto a servire un compagno sul secondo palo, Bachetti prova l'estremo recupero ma devia nella propria porta.
Il Bocastrum carica a testa bassa con Hoppe e i fratelli Balloni guadagnando angoli a ripetizione, le aquile fanno qualche tentativo con Bevilacqua ma con poca pericolosità.
Al 44' l'arbitro fischia una punizione al limite dell'area fanese, rapido inserimento di Bachetti che sorprende tutti e mette in rete. Ma per i padroni di casa non c'è il tempo per esultare dalla ripresa del gioco Michele Ferri riceve palla si inserisce in banda sinistra e con un diagonale potentissimo fa secco Di Russo. Non passa neanche un minuto e ancora Michele Ferri si inserisce dalla parte opposta la difesa di casa non riesce a liberare, la palla finisce nei piedi di Spendolini che calcia in porta deviazione che scavalca Di Russo e palla in rete.
Le due squadre rallentano un po' il ritmo, sale la paura di perdere ma comunque scaturiscono azioni pericolose poi nel finale le aquile raggiungono il bonus falli e il Bocastrum va due volte al tiro libero. Sul primo Hoppe calcia su Anselmi mentre nel secondo Balloni Stefano centra la traversa.
LE PAGELLE
Anselmi 7____ Si riprende bene nella ripresa
Bevilacqua 8,5 Prova gagliarda
Fratesi 7,5___ Rapido e scattante crea parecchi problemi
Mariani 8,5___ Bracca e rilancia l'azione
Spendolini 8,5_ Con un pizzico di fortuna ristabilisce la parità
Rosati 7,5____ Importante
Mattioli 9,5___ A queste condizioni Rosella Sensi lo prenderebbe per sostituire Vucinic
Ferri M. 9____ Fondamentale nel momento peggiore
Boiani 7,5____ Incute sempre paura
Racchi n.e. Read More!
ANTEPRIMA 28° GIORNATA
Volo transoceanico per le aquile che cercano la salvezza in quel di Castorano al cospetto di un Bocastrum che si itrova tre punti in più sul groppone e deciso a chiudere la pratica salvezza.
Molto dipenderà dai piedi ma sopratutto dalla testa degli uomini di mister Ferri che devono convinersi che non serve niente di speciale per fare bene ma serve fare al meglio iò che si sa fare.
Spalmata su due giornate il turno vede Avis e Montegranarese giocarsi la promozione diretta in casa ricevendo rispettivamente P.S.Giorgio e Sporting due squadre ormai senza alcuna velleità di classifica e quindi non dovrebbe cambiare nulla.
Partita clou a Jesi dove l'Acli quasi sicuro del terzo posto riceve il Real Monturano alla ricerca di puni play off.
Sulla carta quindi favorito l'Urbino che riceve a domicilio il Recanati ma un'occhio attento non prende sotto gamba la partita i leopardiani vanno a caccia della salvezza e non lasceranno nulla di intentato.
Il Morrovalle che sembra aver mollato riceve un S.Severino bisognoso di punti ma privo del suo bomber principe.
Al Palagiorgini il leopardi si gioca la salvezza con il Numana chissà se i rivieraschi avranno voglia di tentare la rincorsa play off.
Infine battaglia a Corinaldo dove i padroni di casa cercheranno di superare il Castelbellino sia sul campo che in classifica partita che vale sei punti. Read More!
Molto dipenderà dai piedi ma sopratutto dalla testa degli uomini di mister Ferri che devono convinersi che non serve niente di speciale per fare bene ma serve fare al meglio iò che si sa fare.
Spalmata su due giornate il turno vede Avis e Montegranarese giocarsi la promozione diretta in casa ricevendo rispettivamente P.S.Giorgio e Sporting due squadre ormai senza alcuna velleità di classifica e quindi non dovrebbe cambiare nulla.
Partita clou a Jesi dove l'Acli quasi sicuro del terzo posto riceve il Real Monturano alla ricerca di puni play off.
Sulla carta quindi favorito l'Urbino che riceve a domicilio il Recanati ma un'occhio attento non prende sotto gamba la partita i leopardiani vanno a caccia della salvezza e non lasceranno nulla di intentato.
Il Morrovalle che sembra aver mollato riceve un S.Severino bisognoso di punti ma privo del suo bomber principe.
Al Palagiorgini il leopardi si gioca la salvezza con il Numana chissà se i rivieraschi avranno voglia di tentare la rincorsa play off.
Infine battaglia a Corinaldo dove i padroni di casa cercheranno di superare il Castelbellino sia sul campo che in classifica partita che vale sei punti. Read More!
FUTSAL VESTE DI LEGNO
C'era una volta un re vedovo. Dalla moglie aveva avuto una figlia, che era la più bella e intelligente ragazza del mondo. Il re patì il lutto dell'amata consorte per lungo tempo, finché alla fine si stancò di vivere da solo e si risposò con un'altra regina, che era anch'essa vedova, con una figlia. Ma al contrario della defunta regina, questa era perfida e brutta. La matrigna e sua figlia erano gelose della principessa, perché era bella e gentile, ma davanti al re non osavano maltrattarla, così fingevano di volerle bene.
Tempo dopo, accadde che il re fece la guerra a un altro regnante, e dovette partire; così la matrigna cattiva pensò che finalmente poteva fare come voleva, e cominciò a picchiare e affamare la figliastra, e la cacciava da ogni stanza e angolo della casa. Alla fine pensò che le comodità della casa erano più di quanto meritasse, così la mandò fuori tra il bestiame. Da quel giorno la poverina se ne stava tutto il tempo a pascolare la mandria nei boschi e sulle alture. Le dava molto poco da mangiare, perciò la ragazza crebbe magra e pallida, ed era sempre triste e mesta. Ma tra il bestiame c'era anche un grosso toro grigio, dal pelo liscio e lucente, che un giorno le venne vicino e le chiese come mai se ne stava sempre triste e addolorata: lei non rispose, ma continuò a piangere. “Anche se non mi racconti nulla, io so già tutto; tu piangi perché la matrigna è cattiva con te, e perché vuole farti morir di fame. Ma d'ora in poi il cibo non ti mancherà più: guarda nel mio orecchio sinistro, vi troverai un panno, prendilo e agitalo, e vedrai comparire tutte le pietanze che vuoi.” Ella fece così, e all'improvviso davanti a lei furono i più ricchi manicaretti, e anche vino, carne e dolci. Ben presto ella riacquistò un colorito roseo e crebbe tanto bella, forte, e florida, che la regina invidiosa e la sua orribile figlia divennero rosse dalla rabbia. La regina non riusciva a capire come la fanciulla avesse fatto a riprendersi così in fretta, così ordinò a una delle serve di andarle dietro quando si recava con la mandria nel bosco, per spiarla e vedere cosa succedeva, perché sospettava che qualcuno della servitù le portasse da mangiare. La serva seguì la principessa e vide che ella tirava fuori dall'orecchio sinistro del toro un panno, che agitava al vento, per fare apparire d'incanto le più sostanziose pietanze, così da fare tutti i giorni un ricco banchetto. Tornata a casa, la serva raccontò tutto alla padrona.
Accadde poi che il re vinse la guerra e finalmente un giorno tornò a casa. Il suo ritorno fu motivo di grande e immensa gioia fra tutti nel palazzo, ma ancora più grande fu la felicità di sua figlia. Ma la perfida moglie si finse malata, e pagò lautamente il medico perché dichiarasse al marito che sarebbe guarita soltanto se avesse mangiato un po' di carne di toro. Allora sia la principessa che la servitù chiesero al dottore se nessun altro rimedio fosse possibile per giovare alla salute della regina, e tutti pregarono di salvare la vita al povero toro, a cui tutti volevano bene, dichiarando che nessun altro toro al mondo valeva quanto lui. Ma tutte le preghiere erano inutili, il toro doveva essere sacrificato, e nessuno avrebbe potuto impedirlo.
Quando la povera principessa venne a sapere il nefasto annuncio di morte del toro, ne fu molto addolorata, e si rifugiò nella stalla a piangere sulla testa del suo caro amico. “Perché mai piangi, adesso?” chiese il toro. Allora ella gli spiegò tutto quello che stava accadendo, dal ritorno a casa di suo padre, e che presto esso sarebbe stato sacrificato per salvare la vita della matrigna. “Se riescono a uccidermi,” disse il toro, “ahimè, morirai anche tu. Se sei d'accordo, partiamo, scappiamo insieme stanotte.”
Come potete ben immaginare, alla principessa piangeva il cuore all'idea di lasciare suo padre, tuttavia, non poteva restare nella stessa casa con la perfida matrigna che probabilmente voleva morta anche lei, e diede la parola al toro che sarebbe partita con lui. Quando calarono le tenebre, mentre erano tutti a dormire, la principessa uscì dal palazzo, scese nella stalla, salì in groppa al toro e insieme si incamminarono via più veloce che potevano. Quando il mattino dopo all'alba tutto fu pronto per l'esecuzione del toro, esso non fu trovato nella stalla, e quando il re si alzò e mandò a chiamare la figlia, neanche lei fu trovata nel suo letto. Così capirono che erano entrambi fuggiti, e mandarono dei messaggeri a cercarli in ogni dove, in ogni corte o paese, ma nessuno li aveva visti. Mentre erano inseguiti, il toro e la principessa in groppa attraversarono vaste colline a pianure, finché un giorno giunsero in un grande bosco di rame, tutto ricoperto di alberi, foglie, fiori ed erba di rame. Ma prima di addentrarvisi, il toro raccomandò alla principessa, “Ascoltami bene, ora che stiamo entrando in questo bosco di rame, cerca di non toccare niente, non portare via niente, altrimenti è finita per tutti e due, perché qui dimora un pericoloso troll con tre teste, ed è padrone di tutto.”
La principessa promise che sarebbe stata attenta, e che non avrebbe toccato niente, e infatti ella fu molto attenta durante l'attraversamento a non urtare i rami degli alberi, o a sfiorarli con delicatezza, ma il bosco era veramente molto fitto, ed era molto difficile da attraversare. Così la principessa si demoralizzò, e così, inavvertitamente, strappò una foglia da un ramo, la quale si andò a depositarle tra le mani. “Noooooo! Che cos'hai fatto?!” esclamò il toro, “adesso devo per forza affrontare a duello il troll, e sperando di uscirne vivo. Tu però conserva bene quella foglia, e non perderla.” Poco dopo arrivarono alla fine del bosco, dove il troll con le tre teste li aspettava, e vedendoli, corse minacciosamente verso di loro. “Chi è che ha toccato il mio bosco?” gridò. “Il bosco è anche mio” disse il toro, sbuffando, pronto alla lotta, dicendo: “ti sfido a duello!” “D'accordo!” rispose il troll.
Così dicendo, si corsero incontro con aria di sfida e combatterono, il toro con le corna contro il troll, con tutta la forza che aveva in corpo. Anche il troll era molto forte, così, lo scontro fu molto violento e durò tutto il giorno, e quando alla fine il povero toro ne uscì, era gravemente ferito e sfinito che non poteva più alzare un dito. Furono costretti a rimanere sul posto un giorno più del previsto, e il toro disse alla principessa di cospargerlo con un unguento magico contenuto in un corno che il troll portava alla cintura, e subito egli guarì, e il giorno dopo poterono ripartire. Viaggiarono ancora per molti e molti giorni finché giunsero a una foresta d'argento tutta ricoperta di alberi, foglie, fiori ed erba d'argento.
Prima di addentrarsi nella foresta, il toro raccomandò alla principessa: “Mi raccomando, questa volta stai attenta a non toccare niente e non strappare niente, neanche una foglia, altrimenti sono guai seri per tutti e due, perché il padrone di questa foresta è un grosso troll con sei teste, e questa volta non credo proprio che sarei in grado di batterlo.” “Non ti preoccupare, starò attenta”, promise la principessa. Ma quando in fine attraversarono il folto bosco, che era molto più fitto dell'altro, facevano molta fatica a camminare. La principessa cercò di fare più attenzione che poteva, ma era difficilissimo scostare i rami che erano così tanti che aumentavano di minuto in minuto, e alla fine senza volere, ella strappò una foglia. “Noooooo! Che cos'hai fatto?!” esclamò il toro, “adesso devo per forza affrontare a duello il troll dalle sei teste, e stavolta non credo di uscirne vivo, perché è due volte più forte dell'altro; ma d'altra parte non ho scelta. Tu però conserva bene quella foglia, e non perderla.” Ciò detto, ecco comparire il terribile troll, gridare minacciosamente: “Chi è che ha toccato il mio bosco?” gridò. “Il bosco è anche mio” disse il toro, sbuffando, pronto alla lotta, dicendo: “ti sfido a duello!” “D'accordo!” rispose il troll. Così cominciò l'aspro combattimento, e il toro si batté coraggiosamente e con grande forza, sferzando al troll una terribile incornata, ma il suo avversario era veramente temibile, e ci vollero tre lunghi giorni prima che il toro riuscisse a vincerlo. Alla fine, era anche lui distrutto e ferito, mentre sanguinava visibilmente. Furono costretti a rimanere sul posto un giorno più del previsto, e il toro disse alla principessa di cospargerlo con un unguento magico contenuto in un corno che il troll portava alla cintura, e subito egli guarì, ma dovettero restare lì a riposare una settimana, prima che il toro potesse recuperare le forze sufficienti per rimettersi in piedi. Finalmente ripresero il cammino, e viaggiarono ancora per molti e molti giorni, andando al principio più piano perché il toro era ancora stanco; così per non affaticarlo troppo, la principessa disse che era abbastanza giovane e in salute da poter benissimo camminare da sola, ma il toro non volle, ella doveva continuare a stargli in groppa. Allora, viaggiarono ancora per parecchio tempo, e la principessa si chiedeva continuamente dove fossero diretti, finché giunsero presso una foresta tutta d'oro puro. Era una tal magnificenza, che l'oro colava da ogni angolo e da ogni foglia.
Il toro fece le stesse raccomandazioni delle volte precedenti alla principessa, ossia di non toccare niente, perché lì il padrone di tutto era un ferocissimo troll da nove teste, che era così grosso e massiccio, da fare con il suo corpo due dei troll precedenti, e che veramente, questa volta, il toro non avrebbe potuto sconfiggere. La principessa si disse sicura che non sarebbe successo nulla, questa volta, ma la foresta d'oro era in assoluto la più fitta e folta di tutte, e diventava a ogni passo sempre più impossibile da attraversare senza rimanervi intrappolati. La principessa era bloccata dalla paura di toccare inavvertitamente qualche foglia. Così resto ferma e immobile, disperandosi per un po', finché cercò di nuovo, con molti sforzi, di farsi strada separando delicatamente i rami con le mani, ma i rami le si sfregavano davanti al viso continuamente, ostruendole la vista, e prima che lei potesse aprir bocca, si ritrovò con una mela d'oro in mano. Allora fu così triste e disperata che pianse a dirotto e voleva gettare via la mela, ma il toro le raccomandò invece di conservarla con cura e cercò di confortarla come meglio poteva, anche se dentro di se era molto preoccupato, poiché sapeva che per lui questa volta sarebbe stata durissima.Presto saltò fuori il terribile troll dalle nove teste, ed era così brutto, che la povera principessa osava a malapena guardarlo. “Chi ha osato toccare il mio bosco?” ruggì. “Questo bosco è anche mio” rispose il toro. “Ah si? Questo è da vedere!” tuonò il troll. “Bene. Non mi tiro indietro.” rispose coraggiosamente il toro, e così dicendo iniziò il combattimento, e fu una vista così dura, che la principessa per poco non svenì. Il toro incornò il troll negli occhi, e sferzò con le corna colpi su colpi contro il corpo del troll, finché piano piano gli squarciò le viscere; ma il troll resistette e combatté coraggiosamente, e quando il toro gli strappò via una testa, subito un'altra ne rispuntava, e così, il combattimento fu lunghissimo, e al toro gli ci volle ben una settimana intera prima di riuscire ad annientare tutte le teste in una volta sola. Alla fine si accasciò stremato al suolo, e come le altre volte, la principessa gli spalmò su tutto il corpo esanime l'unguento magico, finché poco a poco, faticosamente e lentamente cominciò a riprendersi, ma furono necessarie tre settimane per recuperare le forze sufficienti per rimettersi in viaggio. Quando finalmente ripartirono, proseguirono a passo d'uomo, ciò nonostante, attraversarono molte alte colline e fitte boscaglie. Dopo un po', salirono su una montagna e si guardarono intorno. “Vedi qualcosa?” chiese il toro. “No, a parte il cielo blu e alte rocce.” rispose la principessa. Allora salirono più su, finché il panorama era più chiaro e si vedeva più lontano. “Adesso vedi qualcosa?” “Si, intravedo in lontananza un castello, molto molto lontano, però..” rispose la principessa. “Buona notizia.” disse il toro.
Proseguirono per un altro lunghissimo tratto arrivarono a una grande cava dove c'era uno sperone che nascondeva una ripida salita. “Ora vedi qualcosa?” “Si, adesso il castello lo vedo più vicino.” disse la principessa, “e molto molto più grande.” “E' lì che tu andrai” disse il toro, “sotto al castello c'è un porcile, dove potrai dimorare. Là ci troverai una veste di legno a strisce. Mettitelo, poi vai al palazzo e dì che ti chiami Futsal Veste di legno, e chiedi un lavoro e un posto dove stare. Ma prima di andare, prendi il coltellino e tagliami la testa. Quando mi avrai ucciso, scuoiami, arrotola bene la mia pelle e nascondila sotto questa grande pietra, insieme alla foglia di rame, alla foglia d'argento, e alla mela d'oro. Là, su quelle alte rocce c'è un bastone; ogni volta che ti servirà qualcosa, dovrai soltanto battere il bastone sulla roccia.”
La ragazza non voleva assolutamente fare del male al suo caro amico che tanto aveva fatto per lei, ma quando egli le disse che quello che le aveva detto di fare era il miglior ringraziamento per averla aiutata fino a quel momento, la ragazza suo malgrado ubbidì. Con la morte nel cuore, tagliò la testa al suo toro e fece tutto come egli le aveva spiegato nei minimi dettagli, poi si recò al porcile, piangendo addolorata, e indossò la veste di legno come il toro aveva predetto, e così vestita andò a palazzo. Quando fu nelle cucine, chiese un lavoro per mantenersi, e disse di chiamarsi Futsal Veste di legno. Le fu accordato un posto di sguattera in cucina, e le fu dato un posto nel retro, dove dormire. Le dissero che poteva andarsene nel momento in cui fosse stata stanca di quella vita, ma ella assicurò che non sarebbe successo mai. Così iniziò per lei una nuova e scomoda vita, lontana dagli agi, e sommersa di faccende faticose.
La domenica successiva furono annunciati ospiti al palazzo, per cui Futsal domandò se per caso dovesse portare l'acqua per il bagno al principe. Ma per tutta risposta le risero in faccia e le dissero: “E che cosa pensi di fare, tu, piccola sguattera, al cospetto del principe? Non penserai mica che egli possa trovarti interessante!” Ma ella non vi fece caso, e continuò a pregare e a chiedere il permesso. Alla fine la lasciarono andare; salì le scale, e il suo involucro di legno cigolava e faceva talmente tanto rumore, che fece accorrere il principe, che si affacciò e chiese: “Chi va là? Chi siete?” “Maestà, vengo a portarvi l'acqua per il bagno.” rispose Futsal. “Sai che ci faccio io adesso con quell'acqua?” rispose il principe, e così dicendo, le gettò l'acqua addosso. Così la poverina dovette rinunciare a compiacere il principe. Poi però chiese il permesso di andare in chiesa, e il permesso le fu accordato, perché la chiesa era appena fuori del palazzo. Prima di andare, la principessa salì alla roccia, e batté un colpo con il bastone, come il toro le aveva detto, e subito comparì un vecchio, che le chiese: “Qual'è il vostro desiderio?” La principessa rispose che voleva andare in chiesa ad assistere alla messa, ma non aveva nessun vestito adatto, ed egli le portò una veste, che era luminosa e brillante come la foresta di rame, e le fu portato anche un cavallo e una sella. Quando giunse in chiesa, era così bella ed elegante, che tutti si chiesero chi fosse quella bellissima dama, e furono tutti distratti dal suo fascino, intenti com'erano a rimirarla, incantati. Alla messa c'era anche il principe, il quale come la vide se ne innamorò perdutamente, che non poté staccarle gli occhi di dosso un momento.
Quando la messa fu finita ed ella corse fuori, il principe la inseguì, e lasciò il portone della chiesa aperto per lei, e afferrò uno dei suoi guanti, che erano rimasti impigliati. Ella montò sul suo cavallo e corse via, ma il principe riuscì a raggiungerla e le chiese da dove venisse. “Io? Vengo da Combattente” rispose Futsal, e mentre il principe le porse il guanto, ella aggiunse:
“Cielo chiaro e cielo scuro,col vento vengono le nubie il sentiero percorso dal mio baldo destrieroè ciò che al principe è celato.”
Il principe però non volle perdere di vista la bella fanciulla e cercò di seguirla, percorrendo miglia e miglia, chiedendo a tutti quelli che incontrava cosa sapevano di lei, ma nessuno seppe rispondergli, perché nessuno aveva mai sentito un paese di nome ' Combattente '.
La domenica seguente qualcuno della servitù doveva portare un asciugamano al principe. “Posso portarglielo io?” chiese Futsal. “A che pro? Non ti ricordi come ti ha trattata l'ultima volta?” le risposero. Ma Futsal non si arrese, e continuò a chiedere il permesso di andare, finché lo ottenne. Salì dunque le scale, e come la volta precedente, il suo involucro di legno fece molto rumore, e accorse il principe a vedere cosa fosse, e quando vide che era Futsal, le strappò l'asciugamano dalle mani e glielo gettò in faccia. “Chiuditi dentro a un sacco, brutto troll” strillò, “pensi forse che io voglia asciugarmi con un panno che esca dalle tue luride manacce?”
Dopo un po' il principe si recò in chiesa, e Futsal chiese il permesso di andarci anche lei. Le chiesero che cosa mai dovesse farci in chiesa, lei che era solo una piccola e sporca sguattera senza vestiti all'infuori di quel goffo involucro di legno, che oltretutto era brutto e nero. Ma Futsal rispose che ci teneva molto ad ascoltare il sermone del prete, che era molto bravo, e che le aveva fatto molto bene alla coscienza. Così dicendo, le fu accordato il permesso, e come l'altra volta, prima di andare salì alla roccia, dove batté un colpo con il bastone, e ricomparve il vecchietto, che le fece indossare un vestito ancora più bello del precedente, tutto ricoperto di gemme d'argento, e brillava come il bosco d'argento del secondo troll. Salì in groppa a un baldo destriero, anch'esso tutto ricoperto d'argento da capo a piedi, e con esso Futsal fu scortata in chiesa.
Quando arrivò in chiesa, i fedeli erano ancora tutti in piedi, e tutti continuavano a chiedersi chi lei fosse, e il principe, che era già lì sul posto, venne e voleva tenerle il cavallo mentre era li, ma lei disse che non ce n'era bisogno. Poi andarono tutti in chiesa, ma nessuno prestava attenzione al prete, perché erano tutti intenti ad osservarla, ed era meravigliosamente bella, che il principe si innamorò ancora di più di lei. Alla fine del sermone ella s'avviò verso il cavallo per andare via, quando il principe la raggiunse di nuovo, e di nuovo le chiese da dove venisse. ““Io? Vengo da Combattente” rispose Futsal, e così dicendo, salì sul cavallo, prese in mano le briglie, che le sfuggirono di mano, e il principe si chinò per raccoglierle, e lei aggiunse:
“Cielo chiaro e cielo scuro,col vento vengono le nubi e il sentiero percorso dal mio baldo destriero è ciò che al principe è celato.”
Detto questo, sparì, e il principe non ebbe più traccia di lei. Allora girovagò per ogni dove in cerca di lei, chiedendo dove si trovasse Combattente, ma nessuno lo sapeva.
La domenica seguente, il principe ordinò che gli si portasse un pettine, e Futsal voleva andare, ma la servitù glielo sconsigliò, dicendole di ricordarsi di come era andata le altre volte, ma insistette tanto che alla fine la lasciarono andare a portare il pettine al principe. Ma salendo le scale, il suo involucro di legno diede tanto fastidio al principe, che le buttò addosso il pettine, e se ne andò. Allora ella chiese di poter andare ancora in chiesa, e gli altri vollero sapere che cosa mai dovesse farci lei in chiesa, lei che era sporca e senza vestiti. Avevano anche paura che il principe la vedesse con loro, e temevano così di essere presi in giro. Ma utsal disse che avevano il sermone da ascoltare, invece che perdere tempo a guardare lei, e alla fine ebbe il permesso.
Come le altre due volte, quando batté un colpo di bastone, ecco di nuovo il vecchio, portarle un grandioso vestito d'oro puro e intarsiato di diamanti. Questo vestito era il più bello di tutti. Quando arrivò in chiesa, tutti sembravano essere in attesa di lei. Il principe le corse incontro e voleva trattenerle il cavallo, ma ella rispose che non ce n'era bisogno. Allora tutti entrarono in chiesa, ma erano troppo distratti dalla sua vista per poter ascoltare il sermone, e non facevano altro che chiedersi chi mai fosse quella misteriosa fanciulla; il principe, sempre più innamorato pazzo, non aveva occhi e orecchie che per lei. Il sermone finì, ma questa volta il principe aveva fatto versare della pece sul pavimento del portico, ma Futsal non se ne accorse, e mise un piede proprio nella pozza di pece, ma all'improvviso una delle sue scarpette d'oro rimase incollata per terra. Allora salì lo stesso sul suo cavallo, e venne il principe che le chiese al solito chi lei fosse e da dove venisse. “Vengo da Combattente” disse Futsal, e quando il principe volle darle la scarpetta d'oro, ella aggiunse:
“Cielo chiaro e cielo scuro,col vento vengono le nubi e il sentiero percorso dal mio baldo destriero è ciò che al principe è celato.”
Così dicendo fuggì via, e il principe la cercò in ogni dove, chiedendo a chiunque incontrava, la strada per ' Combattente ', ma nessuno lo aveva mai sentito nominare. Così fece proclamare in tutto il regno che avrebbe sposato la fanciulla proprietaria della scarpetta d'oro.
Tantissime donne vennero a palazzo da ogni dove, per provare la scarpetta, belle o brutte che fossero, ma nessuna di loro aveva un piede abbastanza piccolo da entrare nella minuscola scarpetta. Passò tanto tempo, e alla fine si presentò anche la matrigna cattiva di Futsal con la figlia, ed ella poté calzare la scarpetta, ma era talmente brutta e odiosa, che il principe pensò quasi di rimangiarsi la parola data. Quando venne il giorno delle nozze, la sorellastra di Futsal fu agghindata e preparata per sposarsi, ma quando furono sulla carrozza, diretti verso la chiesa, un uccelletto si posò su un ramo e cantò:
“Un pezzetto di tallone un pezzetto di piede ma la scarpettina di Futsal Veste di legno tutta insanguinata ora si trova.”
A udir queste strane parole, tutti si guardarono fra di loro, e guardarono il piede della sposa, e videro che effettivamente l'uccellino aveva detto il vero, e un fiume di sangue fuoriusciva dalla scarpa. Allora fu chiaro l'imbroglio, e tutte le donne che si trovavano davanti alla chiesa dovettero rifare la prova della scarpa, ma a nessuna di loro calzava bene. Allora il principe chiese dove fosse Futsal Veste di legno, ricordandosi il canto dell'uccelletto. “Proprio lei? La sguattera sporca con le gambe di legno?” dissero in tono canzonatorio i servi. “E' vero, ma dal momento che tutte le dame hanno provato la scarpa, deve provarla anche Futsal.” rispose deciso il principe. Allora chiamò Futsal a gran voce, e lei timidamente salì le scale, facendo un fragore terribile. “Futsal, devi provare a indossare questa scarpetta, e fare la principessa.” dissero le altre serve in tono canzonatorio, ridendo di lei.
Futsal non badò a loro, e indossò la scarpetta, che calzava a pennello; allora si tolse lo scomodo involucro di legno, ed ecco davanti a loro, la scintillante e meravigliosa dama con il vestito d'oro intarsiato di diamanti, dalle scarpette d'oro, che tanto aveva fatto girare la testa al principe.
Quando il principe riconobbe in lei la fanciulla che lo aveva affascinato, le corse incontro e le mise le braccia al collo, e la baciò; e quando lei spiegò che era figlia di re, egli fu ancora più contento, e prese la sua sposa per mano e la festa di nozze cominciò. Read More!
Tempo dopo, accadde che il re fece la guerra a un altro regnante, e dovette partire; così la matrigna cattiva pensò che finalmente poteva fare come voleva, e cominciò a picchiare e affamare la figliastra, e la cacciava da ogni stanza e angolo della casa. Alla fine pensò che le comodità della casa erano più di quanto meritasse, così la mandò fuori tra il bestiame. Da quel giorno la poverina se ne stava tutto il tempo a pascolare la mandria nei boschi e sulle alture. Le dava molto poco da mangiare, perciò la ragazza crebbe magra e pallida, ed era sempre triste e mesta. Ma tra il bestiame c'era anche un grosso toro grigio, dal pelo liscio e lucente, che un giorno le venne vicino e le chiese come mai se ne stava sempre triste e addolorata: lei non rispose, ma continuò a piangere. “Anche se non mi racconti nulla, io so già tutto; tu piangi perché la matrigna è cattiva con te, e perché vuole farti morir di fame. Ma d'ora in poi il cibo non ti mancherà più: guarda nel mio orecchio sinistro, vi troverai un panno, prendilo e agitalo, e vedrai comparire tutte le pietanze che vuoi.” Ella fece così, e all'improvviso davanti a lei furono i più ricchi manicaretti, e anche vino, carne e dolci. Ben presto ella riacquistò un colorito roseo e crebbe tanto bella, forte, e florida, che la regina invidiosa e la sua orribile figlia divennero rosse dalla rabbia. La regina non riusciva a capire come la fanciulla avesse fatto a riprendersi così in fretta, così ordinò a una delle serve di andarle dietro quando si recava con la mandria nel bosco, per spiarla e vedere cosa succedeva, perché sospettava che qualcuno della servitù le portasse da mangiare. La serva seguì la principessa e vide che ella tirava fuori dall'orecchio sinistro del toro un panno, che agitava al vento, per fare apparire d'incanto le più sostanziose pietanze, così da fare tutti i giorni un ricco banchetto. Tornata a casa, la serva raccontò tutto alla padrona.
Accadde poi che il re vinse la guerra e finalmente un giorno tornò a casa. Il suo ritorno fu motivo di grande e immensa gioia fra tutti nel palazzo, ma ancora più grande fu la felicità di sua figlia. Ma la perfida moglie si finse malata, e pagò lautamente il medico perché dichiarasse al marito che sarebbe guarita soltanto se avesse mangiato un po' di carne di toro. Allora sia la principessa che la servitù chiesero al dottore se nessun altro rimedio fosse possibile per giovare alla salute della regina, e tutti pregarono di salvare la vita al povero toro, a cui tutti volevano bene, dichiarando che nessun altro toro al mondo valeva quanto lui. Ma tutte le preghiere erano inutili, il toro doveva essere sacrificato, e nessuno avrebbe potuto impedirlo.
Quando la povera principessa venne a sapere il nefasto annuncio di morte del toro, ne fu molto addolorata, e si rifugiò nella stalla a piangere sulla testa del suo caro amico. “Perché mai piangi, adesso?” chiese il toro. Allora ella gli spiegò tutto quello che stava accadendo, dal ritorno a casa di suo padre, e che presto esso sarebbe stato sacrificato per salvare la vita della matrigna. “Se riescono a uccidermi,” disse il toro, “ahimè, morirai anche tu. Se sei d'accordo, partiamo, scappiamo insieme stanotte.”
Come potete ben immaginare, alla principessa piangeva il cuore all'idea di lasciare suo padre, tuttavia, non poteva restare nella stessa casa con la perfida matrigna che probabilmente voleva morta anche lei, e diede la parola al toro che sarebbe partita con lui. Quando calarono le tenebre, mentre erano tutti a dormire, la principessa uscì dal palazzo, scese nella stalla, salì in groppa al toro e insieme si incamminarono via più veloce che potevano. Quando il mattino dopo all'alba tutto fu pronto per l'esecuzione del toro, esso non fu trovato nella stalla, e quando il re si alzò e mandò a chiamare la figlia, neanche lei fu trovata nel suo letto. Così capirono che erano entrambi fuggiti, e mandarono dei messaggeri a cercarli in ogni dove, in ogni corte o paese, ma nessuno li aveva visti. Mentre erano inseguiti, il toro e la principessa in groppa attraversarono vaste colline a pianure, finché un giorno giunsero in un grande bosco di rame, tutto ricoperto di alberi, foglie, fiori ed erba di rame. Ma prima di addentrarvisi, il toro raccomandò alla principessa, “Ascoltami bene, ora che stiamo entrando in questo bosco di rame, cerca di non toccare niente, non portare via niente, altrimenti è finita per tutti e due, perché qui dimora un pericoloso troll con tre teste, ed è padrone di tutto.”
La principessa promise che sarebbe stata attenta, e che non avrebbe toccato niente, e infatti ella fu molto attenta durante l'attraversamento a non urtare i rami degli alberi, o a sfiorarli con delicatezza, ma il bosco era veramente molto fitto, ed era molto difficile da attraversare. Così la principessa si demoralizzò, e così, inavvertitamente, strappò una foglia da un ramo, la quale si andò a depositarle tra le mani. “Noooooo! Che cos'hai fatto?!” esclamò il toro, “adesso devo per forza affrontare a duello il troll, e sperando di uscirne vivo. Tu però conserva bene quella foglia, e non perderla.” Poco dopo arrivarono alla fine del bosco, dove il troll con le tre teste li aspettava, e vedendoli, corse minacciosamente verso di loro. “Chi è che ha toccato il mio bosco?” gridò. “Il bosco è anche mio” disse il toro, sbuffando, pronto alla lotta, dicendo: “ti sfido a duello!” “D'accordo!” rispose il troll.
Così dicendo, si corsero incontro con aria di sfida e combatterono, il toro con le corna contro il troll, con tutta la forza che aveva in corpo. Anche il troll era molto forte, così, lo scontro fu molto violento e durò tutto il giorno, e quando alla fine il povero toro ne uscì, era gravemente ferito e sfinito che non poteva più alzare un dito. Furono costretti a rimanere sul posto un giorno più del previsto, e il toro disse alla principessa di cospargerlo con un unguento magico contenuto in un corno che il troll portava alla cintura, e subito egli guarì, e il giorno dopo poterono ripartire. Viaggiarono ancora per molti e molti giorni finché giunsero a una foresta d'argento tutta ricoperta di alberi, foglie, fiori ed erba d'argento.
Prima di addentrarsi nella foresta, il toro raccomandò alla principessa: “Mi raccomando, questa volta stai attenta a non toccare niente e non strappare niente, neanche una foglia, altrimenti sono guai seri per tutti e due, perché il padrone di questa foresta è un grosso troll con sei teste, e questa volta non credo proprio che sarei in grado di batterlo.” “Non ti preoccupare, starò attenta”, promise la principessa. Ma quando in fine attraversarono il folto bosco, che era molto più fitto dell'altro, facevano molta fatica a camminare. La principessa cercò di fare più attenzione che poteva, ma era difficilissimo scostare i rami che erano così tanti che aumentavano di minuto in minuto, e alla fine senza volere, ella strappò una foglia. “Noooooo! Che cos'hai fatto?!” esclamò il toro, “adesso devo per forza affrontare a duello il troll dalle sei teste, e stavolta non credo di uscirne vivo, perché è due volte più forte dell'altro; ma d'altra parte non ho scelta. Tu però conserva bene quella foglia, e non perderla.” Ciò detto, ecco comparire il terribile troll, gridare minacciosamente: “Chi è che ha toccato il mio bosco?” gridò. “Il bosco è anche mio” disse il toro, sbuffando, pronto alla lotta, dicendo: “ti sfido a duello!” “D'accordo!” rispose il troll. Così cominciò l'aspro combattimento, e il toro si batté coraggiosamente e con grande forza, sferzando al troll una terribile incornata, ma il suo avversario era veramente temibile, e ci vollero tre lunghi giorni prima che il toro riuscisse a vincerlo. Alla fine, era anche lui distrutto e ferito, mentre sanguinava visibilmente. Furono costretti a rimanere sul posto un giorno più del previsto, e il toro disse alla principessa di cospargerlo con un unguento magico contenuto in un corno che il troll portava alla cintura, e subito egli guarì, ma dovettero restare lì a riposare una settimana, prima che il toro potesse recuperare le forze sufficienti per rimettersi in piedi. Finalmente ripresero il cammino, e viaggiarono ancora per molti e molti giorni, andando al principio più piano perché il toro era ancora stanco; così per non affaticarlo troppo, la principessa disse che era abbastanza giovane e in salute da poter benissimo camminare da sola, ma il toro non volle, ella doveva continuare a stargli in groppa. Allora, viaggiarono ancora per parecchio tempo, e la principessa si chiedeva continuamente dove fossero diretti, finché giunsero presso una foresta tutta d'oro puro. Era una tal magnificenza, che l'oro colava da ogni angolo e da ogni foglia.
Il toro fece le stesse raccomandazioni delle volte precedenti alla principessa, ossia di non toccare niente, perché lì il padrone di tutto era un ferocissimo troll da nove teste, che era così grosso e massiccio, da fare con il suo corpo due dei troll precedenti, e che veramente, questa volta, il toro non avrebbe potuto sconfiggere. La principessa si disse sicura che non sarebbe successo nulla, questa volta, ma la foresta d'oro era in assoluto la più fitta e folta di tutte, e diventava a ogni passo sempre più impossibile da attraversare senza rimanervi intrappolati. La principessa era bloccata dalla paura di toccare inavvertitamente qualche foglia. Così resto ferma e immobile, disperandosi per un po', finché cercò di nuovo, con molti sforzi, di farsi strada separando delicatamente i rami con le mani, ma i rami le si sfregavano davanti al viso continuamente, ostruendole la vista, e prima che lei potesse aprir bocca, si ritrovò con una mela d'oro in mano. Allora fu così triste e disperata che pianse a dirotto e voleva gettare via la mela, ma il toro le raccomandò invece di conservarla con cura e cercò di confortarla come meglio poteva, anche se dentro di se era molto preoccupato, poiché sapeva che per lui questa volta sarebbe stata durissima.Presto saltò fuori il terribile troll dalle nove teste, ed era così brutto, che la povera principessa osava a malapena guardarlo. “Chi ha osato toccare il mio bosco?” ruggì. “Questo bosco è anche mio” rispose il toro. “Ah si? Questo è da vedere!” tuonò il troll. “Bene. Non mi tiro indietro.” rispose coraggiosamente il toro, e così dicendo iniziò il combattimento, e fu una vista così dura, che la principessa per poco non svenì. Il toro incornò il troll negli occhi, e sferzò con le corna colpi su colpi contro il corpo del troll, finché piano piano gli squarciò le viscere; ma il troll resistette e combatté coraggiosamente, e quando il toro gli strappò via una testa, subito un'altra ne rispuntava, e così, il combattimento fu lunghissimo, e al toro gli ci volle ben una settimana intera prima di riuscire ad annientare tutte le teste in una volta sola. Alla fine si accasciò stremato al suolo, e come le altre volte, la principessa gli spalmò su tutto il corpo esanime l'unguento magico, finché poco a poco, faticosamente e lentamente cominciò a riprendersi, ma furono necessarie tre settimane per recuperare le forze sufficienti per rimettersi in viaggio. Quando finalmente ripartirono, proseguirono a passo d'uomo, ciò nonostante, attraversarono molte alte colline e fitte boscaglie. Dopo un po', salirono su una montagna e si guardarono intorno. “Vedi qualcosa?” chiese il toro. “No, a parte il cielo blu e alte rocce.” rispose la principessa. Allora salirono più su, finché il panorama era più chiaro e si vedeva più lontano. “Adesso vedi qualcosa?” “Si, intravedo in lontananza un castello, molto molto lontano, però..” rispose la principessa. “Buona notizia.” disse il toro.
Proseguirono per un altro lunghissimo tratto arrivarono a una grande cava dove c'era uno sperone che nascondeva una ripida salita. “Ora vedi qualcosa?” “Si, adesso il castello lo vedo più vicino.” disse la principessa, “e molto molto più grande.” “E' lì che tu andrai” disse il toro, “sotto al castello c'è un porcile, dove potrai dimorare. Là ci troverai una veste di legno a strisce. Mettitelo, poi vai al palazzo e dì che ti chiami Futsal Veste di legno, e chiedi un lavoro e un posto dove stare. Ma prima di andare, prendi il coltellino e tagliami la testa. Quando mi avrai ucciso, scuoiami, arrotola bene la mia pelle e nascondila sotto questa grande pietra, insieme alla foglia di rame, alla foglia d'argento, e alla mela d'oro. Là, su quelle alte rocce c'è un bastone; ogni volta che ti servirà qualcosa, dovrai soltanto battere il bastone sulla roccia.”
La ragazza non voleva assolutamente fare del male al suo caro amico che tanto aveva fatto per lei, ma quando egli le disse che quello che le aveva detto di fare era il miglior ringraziamento per averla aiutata fino a quel momento, la ragazza suo malgrado ubbidì. Con la morte nel cuore, tagliò la testa al suo toro e fece tutto come egli le aveva spiegato nei minimi dettagli, poi si recò al porcile, piangendo addolorata, e indossò la veste di legno come il toro aveva predetto, e così vestita andò a palazzo. Quando fu nelle cucine, chiese un lavoro per mantenersi, e disse di chiamarsi Futsal Veste di legno. Le fu accordato un posto di sguattera in cucina, e le fu dato un posto nel retro, dove dormire. Le dissero che poteva andarsene nel momento in cui fosse stata stanca di quella vita, ma ella assicurò che non sarebbe successo mai. Così iniziò per lei una nuova e scomoda vita, lontana dagli agi, e sommersa di faccende faticose.
La domenica successiva furono annunciati ospiti al palazzo, per cui Futsal domandò se per caso dovesse portare l'acqua per il bagno al principe. Ma per tutta risposta le risero in faccia e le dissero: “E che cosa pensi di fare, tu, piccola sguattera, al cospetto del principe? Non penserai mica che egli possa trovarti interessante!” Ma ella non vi fece caso, e continuò a pregare e a chiedere il permesso. Alla fine la lasciarono andare; salì le scale, e il suo involucro di legno cigolava e faceva talmente tanto rumore, che fece accorrere il principe, che si affacciò e chiese: “Chi va là? Chi siete?” “Maestà, vengo a portarvi l'acqua per il bagno.” rispose Futsal. “Sai che ci faccio io adesso con quell'acqua?” rispose il principe, e così dicendo, le gettò l'acqua addosso. Così la poverina dovette rinunciare a compiacere il principe. Poi però chiese il permesso di andare in chiesa, e il permesso le fu accordato, perché la chiesa era appena fuori del palazzo. Prima di andare, la principessa salì alla roccia, e batté un colpo con il bastone, come il toro le aveva detto, e subito comparì un vecchio, che le chiese: “Qual'è il vostro desiderio?” La principessa rispose che voleva andare in chiesa ad assistere alla messa, ma non aveva nessun vestito adatto, ed egli le portò una veste, che era luminosa e brillante come la foresta di rame, e le fu portato anche un cavallo e una sella. Quando giunse in chiesa, era così bella ed elegante, che tutti si chiesero chi fosse quella bellissima dama, e furono tutti distratti dal suo fascino, intenti com'erano a rimirarla, incantati. Alla messa c'era anche il principe, il quale come la vide se ne innamorò perdutamente, che non poté staccarle gli occhi di dosso un momento.
Quando la messa fu finita ed ella corse fuori, il principe la inseguì, e lasciò il portone della chiesa aperto per lei, e afferrò uno dei suoi guanti, che erano rimasti impigliati. Ella montò sul suo cavallo e corse via, ma il principe riuscì a raggiungerla e le chiese da dove venisse. “Io? Vengo da Combattente” rispose Futsal, e mentre il principe le porse il guanto, ella aggiunse:
“Cielo chiaro e cielo scuro,col vento vengono le nubie il sentiero percorso dal mio baldo destrieroè ciò che al principe è celato.”
Il principe però non volle perdere di vista la bella fanciulla e cercò di seguirla, percorrendo miglia e miglia, chiedendo a tutti quelli che incontrava cosa sapevano di lei, ma nessuno seppe rispondergli, perché nessuno aveva mai sentito un paese di nome ' Combattente '.
La domenica seguente qualcuno della servitù doveva portare un asciugamano al principe. “Posso portarglielo io?” chiese Futsal. “A che pro? Non ti ricordi come ti ha trattata l'ultima volta?” le risposero. Ma Futsal non si arrese, e continuò a chiedere il permesso di andare, finché lo ottenne. Salì dunque le scale, e come la volta precedente, il suo involucro di legno fece molto rumore, e accorse il principe a vedere cosa fosse, e quando vide che era Futsal, le strappò l'asciugamano dalle mani e glielo gettò in faccia. “Chiuditi dentro a un sacco, brutto troll” strillò, “pensi forse che io voglia asciugarmi con un panno che esca dalle tue luride manacce?”
Dopo un po' il principe si recò in chiesa, e Futsal chiese il permesso di andarci anche lei. Le chiesero che cosa mai dovesse farci in chiesa, lei che era solo una piccola e sporca sguattera senza vestiti all'infuori di quel goffo involucro di legno, che oltretutto era brutto e nero. Ma Futsal rispose che ci teneva molto ad ascoltare il sermone del prete, che era molto bravo, e che le aveva fatto molto bene alla coscienza. Così dicendo, le fu accordato il permesso, e come l'altra volta, prima di andare salì alla roccia, dove batté un colpo con il bastone, e ricomparve il vecchietto, che le fece indossare un vestito ancora più bello del precedente, tutto ricoperto di gemme d'argento, e brillava come il bosco d'argento del secondo troll. Salì in groppa a un baldo destriero, anch'esso tutto ricoperto d'argento da capo a piedi, e con esso Futsal fu scortata in chiesa.
Quando arrivò in chiesa, i fedeli erano ancora tutti in piedi, e tutti continuavano a chiedersi chi lei fosse, e il principe, che era già lì sul posto, venne e voleva tenerle il cavallo mentre era li, ma lei disse che non ce n'era bisogno. Poi andarono tutti in chiesa, ma nessuno prestava attenzione al prete, perché erano tutti intenti ad osservarla, ed era meravigliosamente bella, che il principe si innamorò ancora di più di lei. Alla fine del sermone ella s'avviò verso il cavallo per andare via, quando il principe la raggiunse di nuovo, e di nuovo le chiese da dove venisse. ““Io? Vengo da Combattente” rispose Futsal, e così dicendo, salì sul cavallo, prese in mano le briglie, che le sfuggirono di mano, e il principe si chinò per raccoglierle, e lei aggiunse:
“Cielo chiaro e cielo scuro,col vento vengono le nubi e il sentiero percorso dal mio baldo destriero è ciò che al principe è celato.”
Detto questo, sparì, e il principe non ebbe più traccia di lei. Allora girovagò per ogni dove in cerca di lei, chiedendo dove si trovasse Combattente, ma nessuno lo sapeva.
La domenica seguente, il principe ordinò che gli si portasse un pettine, e Futsal voleva andare, ma la servitù glielo sconsigliò, dicendole di ricordarsi di come era andata le altre volte, ma insistette tanto che alla fine la lasciarono andare a portare il pettine al principe. Ma salendo le scale, il suo involucro di legno diede tanto fastidio al principe, che le buttò addosso il pettine, e se ne andò. Allora ella chiese di poter andare ancora in chiesa, e gli altri vollero sapere che cosa mai dovesse farci lei in chiesa, lei che era sporca e senza vestiti. Avevano anche paura che il principe la vedesse con loro, e temevano così di essere presi in giro. Ma utsal disse che avevano il sermone da ascoltare, invece che perdere tempo a guardare lei, e alla fine ebbe il permesso.
Come le altre due volte, quando batté un colpo di bastone, ecco di nuovo il vecchio, portarle un grandioso vestito d'oro puro e intarsiato di diamanti. Questo vestito era il più bello di tutti. Quando arrivò in chiesa, tutti sembravano essere in attesa di lei. Il principe le corse incontro e voleva trattenerle il cavallo, ma ella rispose che non ce n'era bisogno. Allora tutti entrarono in chiesa, ma erano troppo distratti dalla sua vista per poter ascoltare il sermone, e non facevano altro che chiedersi chi mai fosse quella misteriosa fanciulla; il principe, sempre più innamorato pazzo, non aveva occhi e orecchie che per lei. Il sermone finì, ma questa volta il principe aveva fatto versare della pece sul pavimento del portico, ma Futsal non se ne accorse, e mise un piede proprio nella pozza di pece, ma all'improvviso una delle sue scarpette d'oro rimase incollata per terra. Allora salì lo stesso sul suo cavallo, e venne il principe che le chiese al solito chi lei fosse e da dove venisse. “Vengo da Combattente” disse Futsal, e quando il principe volle darle la scarpetta d'oro, ella aggiunse:
“Cielo chiaro e cielo scuro,col vento vengono le nubi e il sentiero percorso dal mio baldo destriero è ciò che al principe è celato.”
Così dicendo fuggì via, e il principe la cercò in ogni dove, chiedendo a chiunque incontrava, la strada per ' Combattente ', ma nessuno lo aveva mai sentito nominare. Così fece proclamare in tutto il regno che avrebbe sposato la fanciulla proprietaria della scarpetta d'oro.
Tantissime donne vennero a palazzo da ogni dove, per provare la scarpetta, belle o brutte che fossero, ma nessuna di loro aveva un piede abbastanza piccolo da entrare nella minuscola scarpetta. Passò tanto tempo, e alla fine si presentò anche la matrigna cattiva di Futsal con la figlia, ed ella poté calzare la scarpetta, ma era talmente brutta e odiosa, che il principe pensò quasi di rimangiarsi la parola data. Quando venne il giorno delle nozze, la sorellastra di Futsal fu agghindata e preparata per sposarsi, ma quando furono sulla carrozza, diretti verso la chiesa, un uccelletto si posò su un ramo e cantò:
“Un pezzetto di tallone un pezzetto di piede ma la scarpettina di Futsal Veste di legno tutta insanguinata ora si trova.”
A udir queste strane parole, tutti si guardarono fra di loro, e guardarono il piede della sposa, e videro che effettivamente l'uccellino aveva detto il vero, e un fiume di sangue fuoriusciva dalla scarpa. Allora fu chiaro l'imbroglio, e tutte le donne che si trovavano davanti alla chiesa dovettero rifare la prova della scarpa, ma a nessuna di loro calzava bene. Allora il principe chiese dove fosse Futsal Veste di legno, ricordandosi il canto dell'uccelletto. “Proprio lei? La sguattera sporca con le gambe di legno?” dissero in tono canzonatorio i servi. “E' vero, ma dal momento che tutte le dame hanno provato la scarpa, deve provarla anche Futsal.” rispose deciso il principe. Allora chiamò Futsal a gran voce, e lei timidamente salì le scale, facendo un fragore terribile. “Futsal, devi provare a indossare questa scarpetta, e fare la principessa.” dissero le altre serve in tono canzonatorio, ridendo di lei.
Futsal non badò a loro, e indossò la scarpetta, che calzava a pennello; allora si tolse lo scomodo involucro di legno, ed ecco davanti a loro, la scintillante e meravigliosa dama con il vestito d'oro intarsiato di diamanti, dalle scarpette d'oro, che tanto aveva fatto girare la testa al principe.
Quando il principe riconobbe in lei la fanciulla che lo aveva affascinato, le corse incontro e le mise le braccia al collo, e la baciò; e quando lei spiegò che era figlia di re, egli fu ancora più contento, e prese la sua sposa per mano e la festa di nozze cominciò. Read More!
STATISTICHE
Andata: Avis 29; Numana 23; Sporting 21; Real 20; Montegranarese 19; Futsal 18; Leopardi e Castelbellino 17; Futsal Makkia e Acli San Giuseppe 16; San Severino 15; Corinaldo e Helvia Recina 14; Morrovalle e P.S.Giorgio 12; Bocastrum 8
Ritorno: Montegranarese 30; Acli San Giuseppe 27; Avis 25; Futsal Makkia e Real 21; Morrovalle 18; Numana 16; Sporting 15; Bocastrum 14; Leopardi, San Severino, Helvia Recina e Corinaldo 13; Castelbellino, Futsal e P.S.Giorgio 12
Comparazione: Montegranarese e Acli San Giuseppe +11; Morrovalle e Bocastrum +6; Futsal Makkia +5; Real +1; P.S.Giorgio 0; Corinaldo e Helvia Recina -1; San Severino -2; Avis e Leopardi -4; Castelbellino -5; Sporting, Morrovalle e Futsal -6; Numana -7
Gol segnati andata: Helvia Recina 51; Futsal Makkia 48; Castelbellino 46; San Severino e Bocastrum 43; Real 42; Sporting e Morrovalle 41; Montegranarese 40; Corinaldo 39; Acli San Giuseppe 38; Avis e P.S.Giorgio 37; Leopardi 36; Futsal 35; Numana 34
Gol segnati ritorno: Acli San Giuseppe 60; Montegranarese 50; Futsal Makkia 48; Avis 46; Castelbellino 45; P.S.Giorgio 44; Morrovalle e Bocastrum 43; Real 42; Helvia Recina 41; Numana, Sporting e Leopardi 40; Futsal 37; San Severino 36; Corinaldo 31
Comparazione: Acli San Giuseppe +22; Montegranarese +10; Avis +9; P.S.Giorgio +7; Numana +6; Leopardi +4; Morrovalle e Futsal +2; Futsal Makkia, Bocastrum e Real 0; Castelbellino e Sporting -1; San Severino -7; Corinaldo -8; Helvia Recina -10;
Gol subiti andata: Bocastrum 62; Helvia Recina 61; Futsal 51; Castelbellino 50; San Severino 48; Corinaldo 47; Morrovalle 42; P.S.Giorgio 40; Montegranarese 38; Futsal Makkia 36; Real 35; Leopardi e Acli San Giuseppe 34; Sporting 32; Numana 20; Avis 19
Gol subiti ritorno: San Severino 60; Bocastrum 59; Sporting 57; P.S.Giorgio 56; Castelbellino 54; Futsal 52; Futsal Makkia 47; Corinaldo 43; Helvia Recina 40; Morrovalle 39; Real 37; Leopardi 36; Numana 34; Acli San Giuseppe 28; Montegranarese 25; Avis 21
Comparazione: Sporting +25; P.S.Giorgio +16; Numana +14; San Severino +12; Futsal Makkia +11; Castelbellino +4; Real, Leopardi e Avis +2; Futsal +1; Bocastrum e Morrovalle -3; Corinaldo -4; Acli San Giuseppe -6; Montegranares -13; Helvia Recina -21 Read More!
Ritorno: Montegranarese 30; Acli San Giuseppe 27; Avis 25; Futsal Makkia e Real 21; Morrovalle 18; Numana 16; Sporting 15; Bocastrum 14; Leopardi, San Severino, Helvia Recina e Corinaldo 13; Castelbellino, Futsal e P.S.Giorgio 12
Comparazione: Montegranarese e Acli San Giuseppe +11; Morrovalle e Bocastrum +6; Futsal Makkia +5; Real +1; P.S.Giorgio 0; Corinaldo e Helvia Recina -1; San Severino -2; Avis e Leopardi -4; Castelbellino -5; Sporting, Morrovalle e Futsal -6; Numana -7
Gol segnati andata: Helvia Recina 51; Futsal Makkia 48; Castelbellino 46; San Severino e Bocastrum 43; Real 42; Sporting e Morrovalle 41; Montegranarese 40; Corinaldo 39; Acli San Giuseppe 38; Avis e P.S.Giorgio 37; Leopardi 36; Futsal 35; Numana 34
Gol segnati ritorno: Acli San Giuseppe 60; Montegranarese 50; Futsal Makkia 48; Avis 46; Castelbellino 45; P.S.Giorgio 44; Morrovalle e Bocastrum 43; Real 42; Helvia Recina 41; Numana, Sporting e Leopardi 40; Futsal 37; San Severino 36; Corinaldo 31
Comparazione: Acli San Giuseppe +22; Montegranarese +10; Avis +9; P.S.Giorgio +7; Numana +6; Leopardi +4; Morrovalle e Futsal +2; Futsal Makkia, Bocastrum e Real 0; Castelbellino e Sporting -1; San Severino -7; Corinaldo -8; Helvia Recina -10;
Gol subiti andata: Bocastrum 62; Helvia Recina 61; Futsal 51; Castelbellino 50; San Severino 48; Corinaldo 47; Morrovalle 42; P.S.Giorgio 40; Montegranarese 38; Futsal Makkia 36; Real 35; Leopardi e Acli San Giuseppe 34; Sporting 32; Numana 20; Avis 19
Gol subiti ritorno: San Severino 60; Bocastrum 59; Sporting 57; P.S.Giorgio 56; Castelbellino 54; Futsal 52; Futsal Makkia 47; Corinaldo 43; Helvia Recina 40; Morrovalle 39; Real 37; Leopardi 36; Numana 34; Acli San Giuseppe 28; Montegranarese 25; Avis 21
Comparazione: Sporting +25; P.S.Giorgio +16; Numana +14; San Severino +12; Futsal Makkia +11; Castelbellino +4; Real, Leopardi e Avis +2; Futsal +1; Bocastrum e Morrovalle -3; Corinaldo -4; Acli San Giuseppe -6; Montegranares -13; Helvia Recina -21 Read More!