Come sarà la estate Futsal?

LA REGIONE DEL FUTSAL:FABRIANO

FABRIANO

Uno dei comuni più estesi d'Italia con i suoi 269,61 km² di superficie, è posta in una pittoresca vallata, circondata da colline, al di là delle quali ergono il monte Fano (mt.889), il monte Maggio (mt.1361), il monte S.Vicino (mt.1479), il monte Cucco (mt.1566) oltre il quale svetta maestoso il monte Catria (mt.1701).
Il toponimo, menzionato per la prima volta nella Carta di S. Vittore n. 36 dell'anno 1040, si è prestato a varie interpretazioni, ma gli storici maggiori affermano che il vocabolo "Fabriano" trae origine dalla forma oggettivale del gentilizio "Faberius", proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa.
E' città dalle origini antichissime. Ritrovamenti presso Vallemontagnana (paleolitico medio), Collegiglioni (paleolitico superiore), Acquatina di Attiggio (neolitico), Vetralla Chiesa di San Lorenzo (villaggio eneolitico) ecc... attestano che il territorio è stato abitato fin dall'Era Preistorica. La storia di Fabriano si perde dunque nel tempo. E' certo, tuttavia, che il primo vero nucleo fabrianese fu dovuto al convergere nella zona delle popolazioni degli antichi Municipi romani di Tuficum e di Attidium e forse, ma solo marginalmente, di Sentinum, spintevi gradualmente, a più ondate ed in un ampio arco di tempo, dalla necessità di sfuggire alle invasioni barbariche abbattutesi a più riprese nella loro città, a cominciare dal 409 d.C. (Goti), 410 (Visigoti) fino al 574 d.C. (Longobardi) e all'896 d.C. (Berengario I).
Dalle alture di Castelvecchio (Castrum vetus) e Castelnuovo (castrum novum o Podium), zone in cui i profughi attidiati e tuficani avevano posto il loro primo insediamento, prese il via il graduale ampliamento della città ed accanto alle attività agricole poterono fiorire le prime botteghe artigianali, in particolare verso la zona della Piazza Bassa o del Mercato, che divenne perciò il centro operativo e commerciale della Città. Capofila fu l'Arte dei Fabbri (non è senza motivo che il fabbro è assurto a simbolo della città).
Ben 38 erano le Fabbrerie ubicate in detta zona, dalla quali uscivano manufatti che, per lo più, venivano esportati fuori città. Famose le molle per il fuoco, o meglio, le "tenaglie a massello", dette volgarmente "le chiappe " di Fabriano. Ma tantissime altre furono le attività artigianali che svolsero nel tempo un fondamentale ruolo, non solo nel ambito dell'economia, ma, una volta raggruppatesi in Arti e Corporazione, anche sotto il punto di vista sociale e politico.
Tra queste emersero per particolare significato: L'Arte della Lana, l'Arte dei Conciatori di pelle, l'Arte dei Calzolari ecc. fino giungere all'Università dei Cartari.
E' a tutti noto che l'arte della carta fece acquistare a Fabriano fin dal XIII Secolo il primato in Italia ed in Europa soprattutto della lavorazione della carta filigranata, senza dimenticare che ai Fabrianesi si attribuiscono l'invenzione della pila idraulica a magli multipli e la tecnica della collatura con gelatina animale, che perfezionarono sempre più l'arte di fabbricare la carta.
A partire dal sec. XII - XIII ( estensione del territorio, assoggettamenti forzati o spontanei dei castelli finitimi) Fabriano visse sicuramente un periodo di evidente prosperità. La Signoria dei Chiavelli di stirpe germanica, che dominò su Fabriano dal 1378 al 1435, svolse un ruolo fondamentale nella crescita della città e si fece promotrice di iniziative culturali. La città per essi si arricchì di chiese e di monasteri. Per il mecenatismo dei Chiavelli la cultura fu tenuta in alta considerazione.
Non è da sottovalutare il fatto, in particolare, che ai già affermati pittori dei secoli precedenti, quali: il Maestro di Campodonico, Allegretto di Nuzio, Francescuccio di Cecco Ghissi ecc. si aggiunsero, durante il periodo chiavellesco, tanti altri prestigiosi nomi a cominciare dal sommo Gentile da Fabriano ed ebbe floridezza la cosiddetta Scuola fabrianese che potè annoverare una lunga schiera di apprezzabili artisti.

Dopo una breve parentesi di assoggettamento alla Signoria degli Sforza (1435-1444), Fabriano passò sotto il dominio della Chiesa. In questo periodo (seconda metà del sec.XV) la città di Fabriano dette un notevole contributo alla Crociata contro i Turchi. Ciò le valse il diritto di aggiungere sullo stemma del Comune una piccola croce rossa. Dopo alcuni anni tranquilli, in cui Fabriano si potè arricchire di notevoli opere pubbliche, seguirono momenti difficili (saccheggio degli Spagnoli nel 1517, nuovo saccheggio scongiurato all'ultimo momento grazie al capopopolo G.B. Zobicco nel 1519, la tremenda carestia del 1591 ecc.), ai quali si aggiunsero distruzioni per eventi sismici. Il tutto portò ad una certa decadenza, anche economica.
Dal 1610 al 1808 Fabriano fu sottoposta direttamente al potere centrale di Roma e fu guidata da Governatori prelati, fatta eccezione per brevi periodi, come nel 1798, quando fece parte della Repubblica Romana proclamata dal Generale Berthier e nel 1808 allorchè fu annessa al Regno italico, divenendo capoluogo del IV Distretto sotto Macerata. Nel 1813 Fabriano fu sottoposta al governo provvisorio di Napoli, mentre nel 1814 fu sotto il dispotismo austriaco. Nel 1815 ritornò sotto la Chiesa. Nel 1831 fece parte del governo provvisorio delle provincie emiliano-romagnole.
Nel 1849 fu parte integrante della Repubblica Romana e nel 1860 fu annessa con plebiscito al Regno d'Italia. Dopo il 1860 la storia di Fabriano è comune a quella di tante altre città e, cioè, è stata strettamente legata agli avvenimenti politici e militari del nostro paese.
Nelle due Grandi Guerre e soprattutto nella Resistenza seguita all'8 settembre 1943 la comunità fabrianese ha espresso una rilevante partecipazione ed ha pagato quei tragici periodi con enormi contributi di rovine e di sangue.
Oggi Fabriano può vantarsi di essere terra di serena operosità sia dal punto di vista industriale ( per la presenza di grosse entità, tra le quali "Le cartiere P.Miliani", le industrie "Merloni" ed una miriade di altre aziende efficienti) sia da quello culturale e sociale. Read More!

LA REGIONE DEL FUTSAL: CORINALDO

"Arsa e distrutta dall’empio Alarico, la bella e famosa città di Suasa, l’anno della nostra salute 409, come fu scritto, quelli che dagli incendi avanzarono per salvarsi, fuggirono verso il vento Cecias dentro i vicini colli, … l’anno del parto della Vergine 411 diedero principio a fabbricare una città formata con regole e disegno di architettura … la chiamarono Corinaldo, quasi ‘curre in altum’".
Così scriveva a proposito delle origini di Corinaldo nei prima anni del secolo XVII Vincenzo Maria Cimarelli, frate domenicano, insigne storico, maestro di umane lettre, inquisitore del Santo Uffizio.

Storia e leggenda si alternano e si fondono nella “cronaca” del Cimarelli, desideroso di nobilitare la nascita della sua città dalle rovine della romana Suasa Senonum.

Con tutta probabilità la città di Corinaldo è sorta agli inizi del secondo millennio, in seguito al diffuso fenomeno dell’incastellamento.
Arroccata tra i fiumi Cesano e Misa, tra Marca di Ancona e Stato di Urbino, diviene ambito avamposto conteso, per la sua posizione strategica, dalle fazioni guelfe e ghibelline in lotta per il potere durante la crisi del sistema feudale e l’avvento delle signorie.
Guelfa fino ai primi del ‘300, Corinaldo subisce il fascino e poi la tirannia di un suo nobile concittadino di parte ghibellina, Nicolò Boscareto, vicario imperiale per nomina di Ludovico il Bavaro, e a causa del quale è distrutta dall’esercito pontificio di Innocenzo VI, agli ordini di Galeotto Malatesta, il 18 agosto 1360.
Corinaldo viene ricostruita letteralmente ex novo nel 1367, con l’attuale cinta muraria, nella quale figurano elementi fortificativi attribuiti al genio del celeberrimo architetto militare senese Francesco Di Giorgio Martini.
Nuove mura, nuovi assedi.
Ai Malatesta succedono gli Sforza, e agli Sforza i Della Rovere, con lo spodestato duca di Urbino, Francesco Maria, che tenta nel 1517 di riconquistare Corinaldo e le terre limitrofe sotto il suo diretto dominio.
Ma in quell’epoca è scritta una delle pagine storiche più belle ed esaltanti della comunità corinaldese.
Dopo ventitre giorni di assedio i corinaldesi costringono il duca alla ritirata e il papa dell’epoca, Leone X, per la fedeltà mostrata, eleva Corinaldo al rango di città.
Dignità confermata con breve del 20 giugno 1786 da papa Pio VI.
Ma è nel ‘600 che Corinaldo si ingentilisce nelle forme architettoniche e nel costume, arricchendosi dell’opera e dell’ingegno di pregevoli artisti.
Le famiglie nobili erigono nuove ed eleganti dimore, segno di un accresciuto e diffuso benessere.
Si sviluppano le arti e i mestieri, si stringono nuovi rapporti economici, politici e culturali.
Ma non sono solamente i palazzi gentilizi a contrassegnare l’ordito architettonico della città, e in particolare del centro storico: vedono progressivamente la luce anche monumentali edifici civili e religiosi, ancora oggi visibili e perfettamente conservati, quali fra gli altri la chiesa del Suffragio dalla caratteristica pianta ottagonale, eretta sul vecchio mastio, la chiesa dell’Addolorata, quella di Sant’Anna (patrona di Corinaldo) e il santuario ora intestato alla Goretti.
Palazzi e chiese, splendidi esempi di architettura civile e religiosa, costituiscono invitanti e preziosi contenitori di apprezzabili opere d’arte.
Il Seicento e il Settecento, in particolare, sono secoli di intenso sviluppo artistico della città, grazie alla presenza e all’opera di ingegni quali fra gli altri il pittore Claudio Ridolfi che a Corinaldo visse lungamente e vi morì, l’organista Gaetano Callido che sempre a Corinaldo ha lasciato due strumenti di eccezionale fattezza, uno dei quali funzionante e il secondo in restauro, dono del Callido alla figlia monaca di clausura proprio a Corinaldo, in quegli stessi ambienti che oggi accolgono la civica pinacoteca.
Corinaldo rappresenta una terra vergine tutta da conquistare e il bel centro storico, ninfa intrigante indolentemente adagiata sul principale dei sei colli sui quali si estende il territorio comunale, vive in quei secoli il suo periodo di massimo splendore.
Con il trascorrere dei decenni, poi, si irrobustisce l’aspetto di centro economico di prim’ordine, grazie ai numerosi insediamenti produttivi che sviluppano un connettivo vitalissimo nei settori dell’artigianato artistico del mobile, del calzaturiero, della cartotecnica.
Notevole e progressivo è anche l’incremento demografico dovuto essenzialmente alla favorevole evoluzione delle attività produttive, ma anche alla spiccata vocazione all’accoglienza turistica che Corinaldo ha sviluppato soprattutto in quest’ultimo decennio.
Le vestigia dell’eroico passato sono oggi rintracciabili: nel perimetro murario di circa un chilometro con le sue porte bastionate a nord e a sud, con lo “sperone” di Francesco di Giorgio Martini, con le torri e torrette che diciannove volte contrappuntano l’ordito difensivo quattrocentesco; nelle chiese e nei santuari (da non trascurare è anche quello dell’Incancellata del secolo XVI) di cui s’è già detto; nel palazzo municipale e nel complesso degli Agostiniani, nel teatro storico e nei numerosi palazzi gentilizi delle famiglie Cesarini, Orlandi, Marangoni, Amati, Ciani, Mazzoleni; nei personaggi ai quali si è fatto prima riferimento; alle storie e manifestazioni che riconsegnano Corinaldo ad un’aurea tipicamente medievale, intrigante, avvolgente, che si respira e rivive ogni anno, da venticinque anni a questa parte, con la tradizionale rievocazione storica in costume denominata “Contesa del pozzo della polenta”.
Certo la storiellina, tutta ottocentesca, riguarda la vicenda di un contadino che, risalendo l’erta che conduceva anticamente dal borgo al centro storico, lascia cadere un sacco di farina di mais nel pozzo al quale tenta di bere per combattere l’arsura estiva.
Dal pozzo cominciò a uscire, prodigiosamente, tanta polenta che sfamò i corinaldesi assediati.
Si fa riferimento allo storico assedio del 1517, ma al di là dell’anacronismo storico relativo alla presenza e uso della farina di mais in quel tempo lontano, appare invece profondamente legato ai “sogni” degli assediati l’idea, o meglio la speranza di vedere spuntare da un pozzo qualsiasi, magari dalla canna di un negromante, un cibo inesauribile che rimpinguasse le derrate alimentari oramai agli sgoccioli.
E, come ancora oggi i pastori andini masticano foglie di coca per contrastare i morsi della fame durante i lunghi periodi di pascolo delle greggi, così le popolazioni di tanti secoli fa certamente avranno bramato l’arrivo provvidenziale (sorta di mitica manna) di un cosiddetto “pane succedaneo spontenascente”.
Come a dire che, a Corinaldo, si respira ancora quell’ “antico colore del tempo” , come ebbe a dire uno degli ultimi grandi personaggi pubblici del luogo, Mario Carafòli: giornalista, fotografo, scrittore, spirito arguto e salace della sua Corinaldo, mitizzata a livello di “paese più bello del mondo” (come ognuno ritiene essere il proprio luogo di origine), ma anche inventore di tante storie sulla particolare astuzia dei suoi stessi concittadini che, mescolata a un pizzico di sana follia, hanno fatto conoscere Corinaldo, anche, come il paese dei matti.
Matti furbi, irriverenti, astuti, scaltri, abituati a dissodare la vita con la forza delle braccia e dell’ingegno in egual misura.
E, al di là delle facili rionie, Corinaldo può vantare notorietà mondiale in virtù della venerazione alla martire Maria Goretti, il cui culto non conosce appannamenti e anzi è cresciuto e capillarizzato anche in concomitanza con l’attuale centenario della morte (1902 – 2002), Tanto che la tv di stato ha realizzato e già trasmesso una finction sulla giovinetta di Corinaldo e sempre più sono i pellegrini e i semplici visitatori dei luoghi gorettiani che si recano nel paese dell’entroterra senigalliase.
Ribattezzata quale Agnese del XX secolo da papa Pio XII, la fama e la vita di Marietta, come l’hanno sempre chiamata i suoi concittadini dell’epoca e di oggi, àncora la secolare, consolidata, riconosciuta avvenenza storica e artistica di Corinaldo a luogo di spiritualità che nella provincia dorica è preceduta solamente da Loreto.
Corinaldo, dunque, e oggi più che mai, sulla scorta della sua storia millenaria, è luogo di arte e di fede. Read More!

LA REGIONE DEL FUTSAL:CASTELFIDARDO

Castelfidardo è situata su un colle che separa la valle dell’Aspio dalla valle del Musone, non lontano dal mare. Castelfidardo è conosciuta in tutto il mondo per le fabbriche di strumenti musicali, in particolare le fisarmoniche, le pianole e gli organi. In paese ha sede il Museo internazionale della Fisarmonica.
Castelfidardo prende il suo nome dall'antico castello che qui si trovava, ma di cui oggi ci restano solo le porte e un pezzo della cinta muraria. Un monumento posto all'ingresso del paese ricorda la storica battaglia che avvenne nel 1860 tra le truppe piemontesi e quelle pontificie.
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LA REGIONE DEL FUTSAL:CASTORANO

Castorano

Indirizzo E-mail: com.castorano@provincia.ap.it
Indirizzo: Via Padre Carlo Orazi,3
Telefono: 0736/87132


COMUNE DI CASTORANO Situato sulle colline che circondano la Vallata del Tronto ed abitato in origine da popolazioni picene, Castorano fu assoggettato dai Romani tra il 296 ed il 297 a.C., divenendo, così, una delle stationes della via del Sale che giungeva presumibilmente fino a Portum Truentum, l'attuale Porto d'Ascoli. Costituisce testimonianza di ciò un cippo miliario del I sec. a.C., recentemente rinvenuto, che rappresenta, tra l'altro, il primo elemento di datazione sicura del paese. Dopo la caduta dell'Impero Romano e la grave crisi politico-economica che ne seguì, Castorano passò, dapprima, sotto il controllo dei Longobardi e del Ducato di Spoleto, quindi sotto quello della Contea costituitasi in Età Carolingia. Nel 1283, con un atto di vendita, un certo Raynaldus de Montis Sancti Paoli ne stabiliva la cessione ad Ascoli che, nel 1183, era divenuta libero comune. Da questo momento la storia di Castorano s'intreccia strettamente con quella dello Stato Ascolano: in qualità di castello di secondo grado è, infatti, retto da un suo Vicario e deve annualmente versare la somma di 58 Ducati come garanzia di difesa. Per tutto il '400 ed il '500 rimane coinvolto nella secolare guerra contro Fermo ed i suoi alleati di Offida ed Acquaviva. Dovette, pertanto, fronteggiare assalti e distruzioni (si ricorda, in particolare, l'assalto dei Fermani nel 1534, a seguito del quale rimase a malapena in piedi la rocca). In questo stesso periodo un sovrintendente del Castello, Astolfo Guiderocchi, dopo aver creato una propria milizia, vi fece partire le sue scorribande per la Vallata. Tale fase storica, per quanto tormentata, appare la più importante della storia di Castorano, che allora vantava un ampio territorio, un ospedale, un carcere e costituiva anche il crocevia d'obbligo per chiunque volesse raggiungere il confinante Regno di Napoli. Passato, nel '500, sotto il dominio pontificio, ne subì, conseguentemente, la sorte e gli oppressivi metodi di governo fino all'Unità d'Italia. Read More!

FLASH PASSA SUI RESTI DELLA FUTSAL

Venerdì 19 Febbraio 2010 ore 22.00 Palestra S.Liborio Montegranaro (FM)

JUVENTINA MONTEGRANARO-FUTSAL FANO=12-4 (8-2)

Juventina(Bianco): 1)Pierini (p); 2)Perugini; 4)Bacaloni, 5)Xhaferi; 6)Palmieri; 7)De Sousa; 8)Brasili; 9)Cardinali; 10)Marzetti (cap); 11)Medori; 12)Ripani (p)

Futsal(Nero): 1)Anselmi (p); 2)Racchi (p); 3)Palazzi (cap); 4)Bolognini; 5)Mariani; 6)Vincenzi; 8)Rosati; 10)Solazzi; 12)Iuliano (p); 14)Boiani

Arbitri: Nicastro (AP); Cursi (Jesi)

Marcatori: 4'05" De Sousa(J); 6'46" Boiani(F); 7'48" De Sousa(J); 10'15" De Sousa(J); 12'22" Marzetti(J); 17'57" Rosati(F); 19'23" Palmieri(J); 23'09" Marzetti(J); 26'05" De Sousa(J); 29'03" De Sousa(J); 30'43" De Sousa(J); 32'16" Palmieri(J); 47'33" Rosati(F); 52'17" Medori(J); 56'45" Perugini(J); 58'00" Boiani(F)

Angoli:12-7 (p.t. 5-4)
Falli: 5-8 (p.t. 1-7)
T.L.: 1/2 0/0
Ammoniti: Bolognini(F); Pierini(J)
Espulsi:Nessuno

Montegranaro: Flash De Sousa travolge una Futsal rimaneggiatissima e la manda al tappeto. Le aquile sono esistite per venti minuti poi si sono spente velocemente per diventare l'ombra della bella squadra vista sette giorni prima. Mister Ferri e la stessa squadra provano a sopperire alle assenze ma De Sousa è implacabile e nemmeno le cattive maniere lo hanno fermato. Non c'è bisogno di cronaca perchè la cronaca la fanno le reti, sedici in tutto.
La compagine fanese deve rinunciare a Valente per infortunio, a Spendolini, Ricci e Catanzaro per squalifica e a Mattioli per motivi di lavoro eppure nei primi minuti regge bene il confronto. Entrambe le squadre pressano alte fin dall'inizio e sono proprio le aquile ad avere la prima opportunità, dopo appena un minuto, con Pierini che si supera su Boiani. Ma al 5' De Sousa sblocca il punteggio intercettando palla e superando di fino Anselmi. La Futsal però reagisce bene e costruisce una buona azione che porta Mariani a servire l'assist per Boiani che firma il pareggio al 7'.
All'8' Flash riporta avanti i suoi, riceve palla, finta sul marcatore e palla in porta. All'11' Marzetti abilissimo nel gioco da pivot si smarca in banda destra e sull'uscita di Anselmi lo supera di tocco mandando la palla sul secondo palo dove involontariamente De Sousa la tocca prima che varchi completamente la linea di porta. 4 a 1 al 13', stavolta il gol è tutto di Marzetti, bordata sotto la traversa che non da scampo al portiere fanese.
Al 18' Rosati servito da Boiani prova a riaprire la partita, la Futsal ci crede un po di più e crea qualcosina ma si imbatte in un Pierini decisamente attento.
Al 20' la partita si chiude, calcio d'angolo dalla destra, palla alta verso il secondo palo Palmieri si coordina ed infila ancora una volta l'esterefatto Anselmi.
Al 24' Marzetti chiude il primo set, ancora palla intercettata e messa alle spalle di Anselmi.
La Futsal rintronata arriva anche al bonus falli e concede due tiri liberi, il primo al 27' è realizzato da De Sousa, il secondo, poco dopo, è calciato alto da Pierini.
Il tempo si chiude con l'ennesimo gol, al 30', di De Sousa che va chiudere sul secondo palo un'azione ben orchestrata.
Nell'intervallo Mister Ferri, che fa ruotare tutti i suoi effettivi utilizzabili, prova a calmare la squadra ma la partita è ormai segnata e al 31' De Sousa segna in modo rocambolesco di testa e al 33' Palmieri fa doppietta depositando centralmente la palla in rete.
Al 48' Rosati su punizione allevia le sofferenze fanesi ma, prima al 53' c'è gloria anche per Medori e poi, al 57', per Perugini. Due set a zero e tutti a casa quando Boiani al 58' firma la sua doppietta.
Mister Ferri concede i due minuti finali al proprio allenatore dei portieri e medita vendetta nella sfida di Sabato prossimo.

ANSELMI 5,5

RACCHI 6

PALAZZI 6

BOLOGNINI 3

MARIANI 3,5

VINCENZI n.e.

BOIANI 5,5

ROSATI 6

SOLAZZI 3

IULIANO n.e.

MISTER FERRI 5 Read More!

LA REGIONE DEL FUTSAL:CARTOCETO

Cartoceto

Cartoceto sorge su di un colle a 225 metri s.l.m. nella sponda sinistra del fiume Metauro, poco lontano dalla via Flaminia e sulla strada che unisce quest'ultima a Mombaroccio.

La superficie del comune è di 23,17 kmq.

Geologicamente il territorio appartiene all'era terziaria, in particolare Cartoceto e Ripalta si trovano su terreni del periodo miocenico costituiti da arenarie poco cementate con frequenti intercalazioni argillose; ad est di Cartoceto, dove scorre il Rio Secco, fino a Lucrezia, prevalgono nettamente le argille marnose plioceniche più recenti.
I centri di Ripalta, Cartoceto e Saltara si trovano all'incirca sullo stesso anticlinale.

L'idrografia si limita ad un breve tratto del fiume Metauro nei pressi di Lucrezia dove vi confluisce il Rio Secco che scorre quasi per intero nel territorio comunale e i cui due rami nascono dal Monte della Mattera (m. 479) e dal Monte Altiero (m. 394).
Tra Molinaccio e Valgenga troviamo il toponimo sorgente del Trebbio, ciò non deve trarre in inganno sulle disponibilità idriche del comune che sono limitate ma più ricche nel fondovalle del Metauro dove una volta era nota la sorgente di Caivola.

L'esposizione dei terreni collinari verso sud-est, la natura dei terreni adatti alla olivicoltura, la breve distanza dal mare (circa 14 km in linea d'aria), il riparo dai venti freddi settentrionali hanno creato quel microclima che ha reso noto Cartoceto nella produzione di olio extravergine di oliva di pregio. Read More!

PROVE DI GOL

TRA DUE GIORNI SCATTA LA SFIDA DEL GOL E LA VIA CALZATURIERAE' IL TEATRO IDEALE, CHI AVRA' LE CALZATURE PIU' BOLLENTI?
BOIANI CONTRO DE SOUSA E MARZETTI. MA QUALCHE CHILOMETRO PIU' IN LA' CI PROVANO ANCHE MAOSKY E MORAVSKY.

DIETRO E' SEMPRE PRONTO IL COBRA GIORDANO.
SCOPRIAMO I CANNONIERI DEL CAMPIONATO.
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MISSIONE POSSIBILE

Le squalifihe e gli infortuni sono apparsi ai più come una condanna per la Futsal Fano.
Invece i nostri avversari dovranno temerci.
La Juventina troverà una Futsal determinata, la Futsal farà pesare il suo cuore contro Marzetti e compagni e la Futsal, malgrado il temibile De Sousa, non vuole smettere di lottare.
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EDITORIALE 21°

La giornata ha visto la disputa di una metà del programma.
Comunque i risultati pervenuti danno ampio spazio a una discussione.
Infatti mentre le prime quattro viaggiono sotto controllo dal quinto al quindicesimo posto la lotta si è fatta apertissima sette punti il divario tra la zona play off e la retrocessione evidenziano un equilibrio altissimo, infatti gli eventuali risultati dei recuperi cambierebbero di poco o nulla la classifica.
Equilibrio che si è dimostrato anche sul campo in tutti i terreni in cui si è giocato le partite si sono risolte negli ultimi istanti con le squadre di casa a farla da padrone.
Impresa di giornata per la Futsal Fano che si aggiudica un derby intensissimo.
Il Real Monturano approfitta della sosta forzata dell'Urbino per issarsi temporaneamente al primo posto.
La Tenax a passo lento sale verso le zone blu della classifica mentre il S.Giuseppe doma un ostico Leopardi. Read More!

IL DERBY ALLA FUTSAL

Sabato 13 Febbraio 2010 ore 15.00 Bocciofila "La Combattente" Fano

FUTSAL FANO-SPORTING LUCREZIA=3-1 (1-0)

Fano (Nero): 1)Anselmi (p); 2)Catanzaro; 3)Racchi; 4)Bolognini; 5) Mariani; 6)Spendolini (cap); 7)Ricci; 8)Rosati; 9)Mattioli; 10)Solazzi; 11)Boiani; 12)Iuliano (p); all. Ferri

Lucrezia (Amaranto): 1)Della Martera (p,cap); 3)Iacucci; 4)Valentini; 5)Fiscaletti, 6)Bacchiocchi Mar.; 7)Bacchiocchi Mass.; 8)Valente F.; 10)Bruni; 11)Peverini; 12)Nandi (p); all. Bargnesi

Arbitri: Ciccarelli (MC); Malpiedi (FM)

Marcatori: 15'55' Solazzi (F); 38'55" Bruni (S); 40'00" Boiani (F); 58'27" Mattioli (F)

Angoli: 3-12 (p.t. 3-7)
Falli: 8-4 (p.t. 5-2)
T.L. 0/0 0/0
Ammoniti: Ricci (F); Mattioli (F)
Espulsi: Catanzaro (F); Spendolini (F); Ricci (F)

Fano: Il derby del metauro va alla Futsal Fano. In un turno caratterizzato da rinvii una delle poche partite giocate è proprio l'unica all'aperto. In una splendida giornata di sole alla Combattente si riversa quasi tutto il futsal fanese e non solo. Una Futsal tutta cuore e tenacia ci mette tutta la cattiveria agonistica e si aggiudica una partita non bella ma intensa fino all'ultimo secondo. I punti sono importanti per entrambe, per puntare alla vetta gli ospiti, per continuare a sperare nella salvezza i padroni di casa. Ne esce un primo tempo tatticissimo il cui equilibrio è rotto solo dal gol con cui le aquile chiudono il primo tempo. Nella ripresa, per merito di uno Sporting deciso ad uscire indenne dalla fortezza fanese, la partita vive di diverse emozioni ed alla fine con le unghie e con i denti la squadra di casa raccoglie i tre punti.
Si parte e nel primo tempo le emozioni sono poche le due squadre, girano palla e provano a trovare il varco giusto cercando di rischiare il meno possibile. Mattioli mette subito le cose in chiaro e si becca il cartellino giallo. Per le aquile ci prova Solazzi che salta Della Martera ma non riesce a concludere mentre dall'altra parte Anselmi chiude la strada agli avanti ospiti in un paio di occasioni.
L'equilibrio si rompe al 16' quando la Futsal mette palla in profondità in banda sinistra, Ricci di tacco serve Solazzi che calcia forte e preciso, Della Martera immobile e palla nel sette.
Lo Sporting prova a reagire, la Futsal soffre un po' i movimenti di Valentini ma tiene bene, i ragazzi di mister Ferri si coprono a vicenda e danno forte pressione arrivando anche vicini al bonus falli ma chiudendo indenni il primo tempo.
Nella ripresa la squadra ospite parte subito alla carica e schiaccia le aquile nella propria tre quarti, va molto vicino al pareggio con i tentativi di Valente F., Bruni e Peverini ma l'attenta retroguardia di casa sbroglia sempre bene.
Mattioli due volte ha l'occasione del doppio vantaggio ma una prima conclusione va di poco a lato e la seconda invece accarezza il palo terminando fuori.
Gli ospiti comunque tengono costantemente il pallino del gioco e al 39' trovano il pareggio, un tiraccio centrale di Bruni sorprende Anselmi e si deposita in rete.
Brutto colpo per le aquile che però si rialzano immediatamente quando al 40' Boiani riporta in vantaggio i suoi trasformando una punizione.
A questo punto diventa battaglia vera, lo Sporting riattiva il forcing e la Futsal a difendere l'esiguo vantaggio. Dalla battaglia escono per primi al 42' Catanzaro, che stende un avversario lanciato verso la porta, e Spendolini che, dalla panchina, protesta troppo, ma i due minuti seppure con molta sofferenza passano senza danni, anche perchè davanti alla porta la squadra ospite non trova mai la deviazione giusta.
Al 49' l'arbitro caccia per doppia ammonizione anche Ricci e anche in questo caso la gestione dell'uomo in più da parte ospite non porta a nulla.
Bargnesi avanza Della Martera portiere di movimento ma alla fine come spesso succede è la voglia di crederci di lottare e sputare sangue, quello che è sempre stato il cuore Futsal, a decidere l'incontro; dopo tanti errori da parte ospite e un paio di belle parate di Anselmi, al 59' Mattioli raccoglie il rinvio dello stesso portiere fanese e mette alle spalle di Della Martera per la gioia di mister Ferri e dei suoi ragazzi che al triplice fischio del direttore di gara possono tirare un grosso sospiro di sollievo.

ANSELMI 7,5

CATANZARO 7

RACCHI n.e.

BOLOGNINI 8

MARIANI 8

SPENDOLINI n.e.

RICCI 7,5

ROSATI 8

MATTIOLI 8,5

SOLAZZI 9

BOIANI 9

IULIANO n.e. Read More!

LA REGIONE DEL FUTSAL:ANCONA

Ancona

"Ad Ancona bisogna arrivarci alle tre del pomeriggio, e con il sole. La città sembra allora una zebra; strisce fonde e scure di vicoli si alternano con fasce abbaglianti e trasversali..""..Un paio di finestre dal riflesso stralucente fanno gli occhi. Poi se passa una nube, la zebra si muta in un cammello inginocchiato, e si aspetta di vederlo alzare da un momento all'altro, col baldacchino di San Ciriaco sulla gobba, il santo che si sporge vestito di rajah"
(Dino Garrone, Mito di Ancona in Sorriso degli Etruschi)

Ancona è un'importante città del centro Italia situata sul Mare Adriatico con oltre 100.000 abitanti (area urbana oltre 150.000 ab.), capoluogo dell'omonima provincia e della regione Marche, suo primario centro economico e portuale oltre che principale centro urbano per dimensioni e popolazione.

Slanciata verso il mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. Il nome stesso della città ricorda la sua posizione geografica: Αγκων, " ankon " in greco significa gomito, e così la chiamarono i Greci, che fondarono la città nel 387 a.C. L'origine greca di Ancona è ricordata dall'epiteto con la quale è conosciuta: la "città dorica".

Ancona è caratterizzata dalla posizione a picco sul mare , dal centro ricco di storia e di monumenti, dai parchi semi-urbani ben conservati e dai meravigliosi dintorni. I rioni storici, arrampicati su varie colline, si affacciano sull'arco del porto come intorno al palcoscenico di un teatro. Dal suo porto partono ogni anno circa un milione di viaggiatori diretti soprattutto in Grecia e Croazia, ma anche in Albania, Turchia e Montenegro; è infatti il primo porto adriatico per numero di imbarchi, e uno dei primi per le merci e per la pesca.

La città di Ancona sorge nella costa dell'Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali di monte Conero o Monte d'Ancona (572 m s.l.m.). Questo promontorio dà origine ad un golfo, il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale. Il luogo dove sorge Ancona rientra nella zona ad alta sismicità.

La città possiede varie spiagge; la più centrale è quella del Passetto, in pieno centro cittadino, tipica spiaggia di costa alta, ricca di scogli, tra i quali la "Seggiola del Papa" (uno dei simboli della città), lo scoglio del "Quadrato", molto apprezzato per la possibilità di tuffarsi nell'acqua profonda. A Nord del porto le costa è bassa. In questa zona da ricordare è la spiaggia di Palombina, sabbiosa, di carattere urbano e con un'aria vivacemente popolare, in vista del golfo dorico e bordata dalla linea ferroviaria.

Il territorio cittadino è caratterizzato da un'alternanza di fasce collinari e di vallate affacciate direttamente sul mare, comprendenti il Colle Guasco sul quale svetta il Duomo, il Colle dei Cappuccini con il Faro, Monte Cardeto con le sue fortificazioni immerse nel verde del parco omonimo. Più a Sud si trova la vallata un tempo detta Piana degli Orti, oggi attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria.
A Sud di questa vallata c'è poi la seconda fascia collinare, con il colle Astagno, sul quale sorge la Cittadella, un grande polmone verde all'interno della città. Il colle di Santo Stefano, con il parco del Pincio, Monte Pulito, con la sede dell'Ammiragliato, Monte Pelago, con il piccolo osservatorio astronomico, ed infine il Monte Santa Margherita, a picco sul mare, occupato nelle sue pendici Nord dal parco del Passetto. La vallata che si trova ancora a Sud è costituita da Valle Miano e dal Piano San Lazzaro, occupato dal quartiere omonimo, il solo pianeggiante della città. Ancora a Sud la fascia di colline periferiche e infine la vallata dei Piani della Baraccola.

Molte sono le vie di comunicazione da e verso Ancona. La città, infatti, è attraversata dall'autostrada e dalla rete ferroviaria, in pieno centro il porto marittimo e l'aeroporto poco distante. Read More!

LA REGIONE DEL FUTSAL

ANCONA ANCONA PIETRALACROCE '73
CARTOCETO PESARO URBINO SPORTING LUCREZIA
CASTORANO ASCOLI PICENO BOCASTRUM UNITED
CASTELFIDARDO ANCONA TENAX
CORINALDO ANCONA C/5 CORINALDO
FABRIANO ANCONA VIGOR
FALCONARA ANCONA LEOPARDI
FANO PESARO URBINO FUTSAL
JESI ANCONA ACLI SAN GIUSEPPE
MAIOLATI SPONTINI ANCONA VIRTUS MOIE
MONTEGRANARO FERMO JUVENTINA E MONTEGRANARESE
MONTURANO FERMO REAL
MORROVALLE MACERATA NUOVA MORROVALLE
TORRE SAN PATRIZIO FERMO U.S.A. TORRESE
URBINO PESARO URBINO FUTSAL MAKKIA Read More!

CALCIO A 5 PRINCIPI E SVILUPPI

Questa settimana voglio informarvi che nei prossimi giorni potrete trovare una rubrica dedicata ai principi e agli sviluppi della nostra disciplina corredata di informazioni e immagini preziose. Read More!

FUTSAL OTTIMA PROVA

Venerdì 5 Febbraio ore 22.30 Palestra Comunale Monturano

REAL MONTURANO-FUTSAL FANO=5-2 (4-0)

Real(Blu): 1) Belà (p); 2)Lattanzi; 3)Costanzi; 6)Dorinzi; 7)Corvaro; 9)Diomedi (cap); 11)Cassiano; 12)Luciani (p); 20)Fabiani; 80)Maoski

Futsal(Bianco): 1Anselmi (p); 2)Catanzaro; 3)Racchi, 4)Bolognini; 5)Mariani; 6)Ricci; 8)Rosati; 9)Mattioli (cap); 10)Solazzi; 11)Boiani; 12)Iuliano (p)

Arbitri: Binni (SBT); Storoni (AP)

Marcatori: 2'39" Diomedi (R); 9'46" Dorinzi (R); 26'00" Autorete pro Real (Maoski); 26'32" Lattanzi (R); 35'57" Mattioli (F); 49'25" Maoski (R); 50'49" Bolognini (F)

Angoli:8-6 (p.t. 4-4)
Falli: 2-7 (p.t. 1-3)
Tiri Liberi 0/0 0/0
Ammoniti: Dorinzi (R); Lattanzi (R); Ricci (F)
Espulsi:Nessuno

Monturano: Si rivede il cuore Futsal, già priva di Spendolini e Biagiotti le aquile perdono anche Valente in prossimità della gara ed in più Boiani si presenta febbricitante ed è utilizzabile con il contagocce, eppure la squadra di mister Ferri gioca una partitissima. Il Real merita la vittoria ma il punteggio probabilmente non premia a dovere una volitiva Futsal Fano.
Le aquile si presentano aggressive sin dall'inizio e il Real per passare ha bisogno delle invezioni di Diomedi e Dorinzi ma, anche di un attento Luciani che deve fermare un Mariani settepolmoni. Solo nel finale di tempo un micidiale uno-due scandito da una sfortunata autorete mette la partita in ghiaccio per gli uomini di Rocchi. Nella ripresa la Futsal ci prova, trova la via della rete ma si espone anche all'attacco di casa ma, Anselmi oggi si supera. Capitan Mattioli guida la carica e le aquile sono già pronte per il derby.
Pronti via e la Ferri-band va vicina al gol con le incursioni di Mariani poi al 3' al primo vero affondo Diomedi con l'aiuto di una deviazione trova la via della rete, la Futsal non si scompone non ha nulla da perdere e sotto la sapiente regia di Bolognini e guidata da Mattioli prova a reagire ma Luciani mette la saracinesca poi al 10' Dorinzi sfruttando l'appoggio di un compagno trova la conclusione vincente. Le aquile non si spengono e ancora Luciani è chiamato ad un doppio intervento mentre il Real fatica parecchio e ci prova spesso dalla distanza non inquadrando la porta.
Poi al 26' un assist di Maoski per Cassiano viene deviato in rete da un difensore per poco Anselmi preso in controtempo non riesce a salvare ma la palla termina in rete, la Futsal va un po' in confusione e immediatamente Lattanzi fa poker risolvendo una mischia in area fanese, gli ultimi minuti di tempo sono solo di marca Real.
Nella ripresa la Futsal ci crede ancora, non molla un centesimo anhe se Maoski ingaggia un duello con Anselmi.
Al 36' dopo un'azione insistita di Bolognini capitan Mattioli ritorna al gol e riapre le speranze fanesi; le aquile cercano di alzare il baricentro e si creano alcune opportunità da entrambi i fronti.
Al 50' però Maoski riesce a trovare la porta dopo un appoggio sbagliato da parte delle aquile, la partita però non si chiude perchè la squadra di mister Ferri continua a giocare; tenta la carta Boiani, trova con Bolognini il gol del 5 a 2 al 51' e poi usa il portiere di movimento, sui piedi delle aquile capitano altre opportunità che però Luciani e bravo a chiudere.
Il fischio finale dell'arbitro sancisce la vittoria di una grande squadra ma la Futsal Fano può tornare a casa comunque contenta la prova di Monturano deve essere un punto di partenza per il derby e per la conquista di una salvezza ampiamente alla portata.

ANSELMI 8__________________ Non sbaglia nulla

CATANZARO 7,5______________ Attento e preciso

RACCHI n.e.

BOLOGNINI 9 _______________ Guida spirituale

MARIANI 8__________________ Non riesce a segnare ma corre per nove

RICCI 7,5 _________________ Migliora di partita in partita

ROSATI 8___________________ Il tutto fare della squadra

MATTIOLI 8,5_______________ Ottimo capitano

SOLAZZI 7,5 _______________ Bravo continua così

BOIANI 7,5_________________ Non in perfette condizioni fa quello che può

IULIANO n.e.

MISTER FERRI 8 Read More!

AMARCORD

Venerdì 13 Marzo 2009 ore 21.30 Centro Federale "G.Paolinelli" Ancona

REALMONTURANO-FUTSAL FANO=2-2 (1-0)

Real (Nero): 1)Gezzi (p); 2)Lattanzi; 3)Melchionna; 7)Corvaro; 9)Diomedi; 12)Cinti (p); 20)Fabiani, 22)Moravski; 23)Vesprini; 85)Testella

Futsal (Bianco): 1)Anselmi (p); 2)Bevilacqua; 3)Fratesi; 4)Bolognini; 6)Spendolini; 7)Vincenzi; 8)Rosati; 9)Mattioli; 11)Boiani; 12)Racchi (p)

Arbitri:

Marcatori: 1'56" Diomedi; 35'00" Spendolini; 37'14" Moravski; 53'03" Boiani

Angoli: 9-7 (7-4)
Falli: 7-1 (3-1)
Tiri Liberi:
Ammoniti: Fabiani
Espulsi:Nessuno Read More!

FUTSAL JOB

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L'INTERVISTA

Forse vi aspettate domande e risposte ma alla fine mi sono deciso ad intervistare me stesso e ad esporre i miei pensieri.
Uno di questi giorni ero a cena dal Boia e ci siamo messi a sfogliare vecchi articoli, ce n'era uno in particolare che mi ha fatto venire in mente i primi passi mossi in questo fantastico sport.
In quei tempi c'erano le partite di "Quelli che il Giovedì", alcuni impegni della nazionale con i vari Rubei, Famà, Roma, Rinaldi e Angelini e c'erano le finali del Foro Italico.
Ma era come guardare il Curling alle Olimpiadi lo vedi perchè c'è ma non sai cos'è.
Avevo dovuto abbandonare il calcio a 11 per motivi di salute e appena i medici mi dissero che potevo tornare a giocare quando alcuni amici mi invitarono alla Forum accettai subito.
Mi ricordo ancora che non avevamo un campo su cui allenarci e non esisteva una figura che si poteva definire allenatore, seppure, dovessimo girare in lungo e in largo per trovare un campo e al Venerdì sera eravamo sempre in trasferta perchè le partite casalinghe si disputavano alle Piagge alcune volte anche senza l'acqua calda per la doccia, molti non vedevano neanche il campo, ci trovavamo comunque ad allenarci per il gusto di stare insieme, di condividere la giornata, perchè eravamo una famiglia che giocava il venerdì per andare a mangiare in pizzeria e chi giocava non giocava mai per se stesso ma sempre per chi rimaneva fuori.
Quell'anno fu proprio la Futsal ha fermare la nostra corsa ma alla fine tutti insieme siamo quasi arrivati alla soglia della C1.
Quella C1 che mi è stata fatta conoscere da questa società, che considero un'altra famiglia, seppure non abbia molto talento, anche sul campo. Read More!

il ritorno del chitarrista

Solo Una Volta (Alex Britti)

C'era un anno, o forse erano due

che eravamo ad un passo dalla c2,
c'era una squadra con una sola stella
però era grande, luminosa e bella
e si sa: quando andiamo via dal mare

in trasferta facciamo cagare,
e poi tornare, senza aver visto una palla
con la difesa che ha sempre una falla.
Sì..

E mentre gli altri ancora vincono
magari ridono di noi,
e mentre il mister si esaurisce
noi guarderemo il campionato che finisce.

RIT.
Il tempo va, passano le ore,
e siamo sempre in zona retrocessione

solo una volta o tutta la vita
speriamo sempre nella prossima partita…
Il tempo va, passano le ore,
e siamo sempre in zona retrocessione

solo una volta o tutta la vita
speriamo sempre nella prossima partita…

C'era una volta, o forse erano due
c'era una mucca, un asinello e un bue
c'era una notte con una sola stella
però era grande, luminosa e bella
e se ci va magari andiamo al mare
così nell'acqua potremo sguazzare
e poi nuotare, e fare il morto a galla
controlleremo se la luna è ancora gialla.
Sì..

E mentre gli altri ancora dormono
magari sognano di noi
e mentre il cielo si schiarisce
noi guarderemo stanotte che finisce.

RIT.
Il tempo va, passano le ore,
e finalmente faremo l'amore
solo una volta o tutta la vita
speriamo prima che l'estate sia finita
Il tempo va, passano le ore,
vorrei poter non lavare l'odore
di questa notte ancora da capire
però peccato che dovrà finire.

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